Le Borse europee limitano le perdite. Piazza Affari si allinea
Fitch darà la pagella sul debito pubblico italiano
(Teleborsa) - Attorno al giro di boa, le principali borse del Vecchio Continente, riducono i cali seguendo i segnali di miglioramento che giungono dai future su Wall Street. Gli occhi degli investitori restano sempre puntati sulla durata del conflitto in Iran, mentre il blocco dello Stretto di Hormuz spinge in avanti i prezzi del petrolio che sostengono i titoli energetici di Piazza Affari, ma allo stesso tempo alimentano i timori sull'inflazione.
Lieve calo dell'euro / dollaro USA, che scende a quota 1,147. Seduta in lieve rialzo per l'oro, che avanza a 5.094,9 dollari l'oncia. Prevalgono le vendite sul petrolio (Light Sweet Crude Oil), che continua la giornata a 93,8 dollari per barile, in forte calo del 2,01%.
Torna a salire lo spread, attestandosi a +79 punti base, con un aumento di 2 punti base, con il rendimento del BTP decennale pari al 3,73%.
Nello scenario borsistico europeo ferma Francoforte, che segna un quasi nulla di fatto, trascurata Londra, che resta incollata sui livelli della vigilia, e nulla di fatto per Parigi, che passa di mano sulla parità. A Milano, il FTSE MIB è sostanzialmente stabile e si posiziona su 44.510 punti; sulla stessa linea, resta piatto il FTSE Italia All-Share, con le quotazioni che si posizionano a 46.871 punti.
Tra le migliori azioni italiane a grande capitalizzazione, bilancio decisamente positivo per Saipem, che vanta un progresso del 2,98%.
Buona performance per Inwit, che cresce del 2,38%.
Sostenuta Enel, con un discreto guadagno del 2,26%.
Buoni spunti su ENI, che mostra un ampio vantaggio del 2,23%.
Le peggiori performance, invece, si registrano su Fincantieri, che ottiene -1,46%.
Si muove sotto la parità Unicredit, evidenziando un decremento dell'1,44%.
Contrazione moderata per Brunello Cucinelli, che soffre un calo dell'1,41%.
Sottotono Prysmian che mostra una limatura dell'1,38%.
Tra i protagonisti del FTSE MidCap, Avio (+4,73%), Reply (+3,78%), Rai Way (+3,45%) e MFE B (+2,46%).
Le più forti vendite, invece, si manifestano su Zignago Vetro, che prosegue le contrattazioni a -6,29%.
Crolla Webuild, con una flessione del 4,06%.
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