Saipem: nel primo semestre ricavi a 7,3 miliardi (+2%) e balzo dei nuovi ordini (+33%)
Cresce anche l'Ebitda (+9,4%) ma guidance rivista al ribasso per extra costi Medio Oriente.
(Teleborsa) - Saipem ha chiuso il primo semestre con ricavi per 7.345 milioni di euro, in crescita del 2% rispetto ai 7.211 milioni del primo semestre 2025. L'EBITDA adjusted si è attestato a 836 milioni di euro (11,4% dei ricavi), in aumento del 9,4% rispetto ai 764 milioni dello stesso periodo dello scorso anno, "dopo aver assorbito extra costi per circa 70 milioni di euro sostenuti per fronteggiare le difficoltà logistico-operative in Medio Oriente e garantire la sicurezza del proprio personale".
L'utile netto adjusted è stato pari a 131 milioni di euro (140 milioni nel primo semestre 2025), mentre il risultato netto reported si è attestato a 96 milioni, al netto di oneri non ricorrenti per 35 milioni legati al piano di esodi agevolati sottoscritto con le organizzazioni sindacali nel quarto trimestre 2025.
La generazione di cassa (free cash flow al netto dei canoni di locazione) è stata pari a 388 milioni di euro nel trimestre e 693 milioni nel semestre. La posizione finanziaria netta pre-IFRS 16 al 30 giugno 2026 è positiva per 1.078 milioni di euro, in miglioramento di 79 milioni rispetto a fine 2025; quella post-IFRS 16 è negativa per 109 milioni, in miglioramento di 163 milioni, nonostante il pagamento di dividendi per 330 milioni a maggio.
Sul fronte commerciale, gli ordini acquisiti nel primo semestre si sono attestati a 5.737 milioni di euro, in crescita del 33% rispetto ai 4.301 milioni dello stesso periodo del 2025, cui si aggiungono 2,3 miliardi già acquisiti nel mese di luglio. Il portafoglio ordini al 30 giugno ammonta a 29.861 milioni di euro (29.960 milioni includendo le società non consolidate). Tra i contratti più significativi del trimestre figurano quelli con Azule Energy in Angola, due Contract Release Purchase Order con Saudi Aramco nel giacimento di Safaniyah, una Limited Notice to Proceed da ExxonMobil Guyana per il progetto Longtail, un contratto EPC per Saudi Aramco relativo all'impianto di compressione gas di Uthmaniyah e il contratto con Eni Industrial Evolution per la nuova bioraffineria di Priolo, in Sicilia.
La guidance 2026 è stata aggiornata per riflettere l'impatto degli extra costi connessi al conflitto in Medio Oriente – che incidono sull'EBITDA adjusted ma non sulla generazione di cassa, grazie al miglioramento della cash flow conversion – e il deconsolidamento delle attività di perforazione in acque poco profonde a valle della cessione. Le nuove stime indicano ricavi per circa 15,5 miliardi di euro, EBITDA adjusted per circa 1,75 miliardi (da 1,9 miliardi), flusso di cassa operativo (al netto dei canoni di locazione) di circa 1,0 miliardo, investimenti per circa 450 milioni e free cash flow di circa 600 milioni. La società prevede inoltre che la raccolta ordini 2026 superi quella del 2025, sulla base dei risultati ottenuti nei primi sette mesi dell'anno e delle numerose opportunità in fase di discussione.
Domani la conference call con il CEO Alessandro Puliti e il CFO Paolo Calcagnini.
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