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Eurozona: riparte l’attività economica, decisiva la spinta dei nuovi ordini

Economia, Macroeconomia, PMI
Eurozona: riparte l’attività economica, decisiva la spinta dei nuovi ordini
(Teleborsa) - Dalla lettura dei dati previsionali dell’indagine PMI S&P Global, il mese di luglio sta segnalando un ritorno alla crescita del settore privato dell’eurozona. Il rialzo della produzione rispecchia il rilancio dei nuovi ordini ricevuti, indicando anche un aumento degli organici. Si sono anche registrati minori disagi sulla catena distributiva, con un beneficio per le aziende manifatturiere che hanno infatti
segnalato un rialzo delle giacenze di fattori produttivi per la prima volta in poco più di tre anni e mezzo. Le imprese hanno mostrato una maggiore fiducia nelle prospettive di attività per i prossimi dodici mesi, ma con valori di ottimismo ancora inferiori al periodo precedente
all’inizio del conflitto in Medio Oriente.

A luglio, l’Indice PMI S&P Global Flash Composito di Produzione dell’Eurozona, destagionalizzato e basato su circa l’85% delle consuete risposte finali dell’indagine, sta indicando un rialzo rispetto alla soglia di non cambiamento di giugno (50.0), posizionandosi su 51,9. L’indice segnala la prima espansione dell’attività economica degli ultimi quattro mesi, ed ha segnalato un rialzo generalmente modesto. Tale incremento, spiega una nota, è il riflesso sia di una ripresa dell’attività dei servizi che di un’accelerazione dell’espansione della produzione del manifatturiero, il cui forte rialzo di luglio è di fatto il più elevato da marzo 2022. La maggiore economia
dell’eurozona, ovvero la Germania, ha registrato il primo incremento degli ultimi quattro mesi. La produzione francese ha invece continuato a diminuire, anche se solo marginalmente. Il resto dell’eurozona ha complessivamente segnalato i valori più elevati di espansione degli ultimi otto mesi.

Occupazione
Il positivo scenario dell’inizio del terzo trimestre si riversa anche sull’occupazione, che ha segnalato il primo incremento di quest’anno ancora in corso. Il tasso di creazione di posti di lavoro è stato però solo marginale, visto che le forti riduzioni degli organici manifatturieri si sono contrapposti al rilancio occupazionale del terziario. I dati hanno indicato una concentrazione di assunzioni al di fuori delle due principali economie dell’eurozona: infatti la Francia e la Germania hanno continuato ad indicare tagli di organico. Il resto dell’eurozona
ha invece indicato un record di crescita occupazionale complessiva in oltre due anni. L’aumento dei livelli occupazionali ha consentito alle imprese di gestire efficacemente i carichi di lavoro, con un’ulteriore riduzione delle commesse inevase.

Prezzi
Come già segnalato a giugno, il tasso di inflazione dei costi di luglio è rallentato ed è stato il più lento da febbraio. Eppure, i prezzi di acquisto hanno continuato ad aumentare su base mensile ed in modo elevato. Il rallentamento dell’inflazione rispecchia gli aumenti più lievi rilevati dal manifatturiero, con le spese operative terziarie in rialzo ad un tasso più o meno simile a giugno. Anche i prezzi di vendita di luglio sono aumentati a ritmo più lento, con un’inflazione più debole registrata sia nel manifatturiero che nel terziario nonché in Germania, Francia e nel resto dell’area euro nel suo complesso.

Scorte e catene di fornitura
Dopo il marginale calo di giugno, le aziende manifatturiere dell’eurozona hanno mantenuto a luglio un’attività di acquisto invariata. Le imprese che hanno acquistato fattori produttivi hanno continuato a registrare un netto allungamento dei tempi di consegna, sebbene quest’ultimo peggioramento delle prestazioni dei fornitori sia risultato il meno marcato dall’inizio del conflitto in Medio Oriente, avvenuto a febbraio. Ad inizio della seconda metà dell’anno, la stabile attività di acquisto e i minori disagi rilevati sulla catena di approvvigionamento hanno permesso alle aziende di accrescere marginalmente le scorte di fattori produttivi. Tale lettura conclude 41 mesi di sequenza di calo del livello delle scorte di preproduzione. Nel frattempo, l’accumulo di scorte di prodotti finiti ha continuato a diminuire.

Prospettive future
Rispetto ai minimi di aprile, l’ottimismo sulle previsioni di attività nei prossimi 12 mesi ha continuato a migliorare, registrando i più alti livelli di fiducia in cinque mesi, comunque più deboli dai valori precedenti al conflitto mediorientale. Sia il manifatturiero che il terziario hanno indicato un ottimismo maggiore. I livelli rilevati in Germania e Francia sono stati migliori, mentre quelli nel resto complessivo
dell’eurozona hanno indicato un lieve peggioramento.

Chris Williamson, Chief Business Economist presso S&P Global Market Intelligence: "Nel mese di luglio si osserva una ripresa significativa dell’attività economica nell’area euro; tuttavia, il contesto geopolitico volatile alimenta l’incertezza sulla durata di tali
segnali positivi. Dopo un secondo trimestre caratterizzato principalmente da stagnazione, a luglio si registra un rilancio della domanda che porta il PMI a un livello indicativo di crescita del PIL su base trimestrale pari a un solido 0,3%. Tale risultato
rappresenta la migliore prestazione dall’inizio del conflitto in Medio Oriente, con il settore manifatturiero che evidenzia il maggiore incremento dall’inizio del 2022 e con quello dei servizi sostenuto da una decisa ripresa dell’attività dopo tre mesi di contrazione. La Germania segnala la prima crescita negli ultimi quattro mesi, il rallentamento della Francia si attenua fino al livello più debole da febbraio, e il resto della regione registra complessivamente un ritmo di espansione mai osservato da novembre scorso, con un afflusso di ordini che raggiunge livelli mai superati in più di quattro anni. Il miglioramento si estende anche al mercato del lavoro, dove le imprese hanno riportato il primo aumento degli organici dall’inizio dell’anno grazie ad aspettative di crescita aziendale che si attestano ai massimi da febbraio. Le pressioni sui costi si sono nel frattempo notevolmente attenuate, raggiungendo il livello più basso dall’inizio del
conflitto di febbraio, contribuendo a moderare il tasso di inflazione dei prezzi di vendita di beni e servizi. Ciò riduce la pressione sulla BCE sull’eventuale imminente necessità di ulteriori aumenti dei tassi. Tuttavia, la capacità di sostenere tutte queste novità positive
nei prossimi mesi dipende soprattutto dalla situazione del Medio Oriente. Con il prezzo del petrolio di nuovo in salita nei giorni recenti e il peggioramento delle preoccupazioni sulle rotte di navigazione, se le pressioni inflazionistiche risalgono e le interruzioni di rifornimenti, soprattutto energetici, fanno deragliare questo rialzo sul nascere, c’è il pericolo che l’economia possa subire una ricaduta".
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