Finlandia e Svezia chiedono rimpatrio dei "dublinanti" in Italia
Il meccanismo die rimpatri si allarga dopo le richieste di Germania, Svizzera e Austria si muove anche il Nord Europa
(Teleborsa) - Si allarga il caso "dublinanti", ovvero quei migranti che hanno fatto richiesta di asilo nel Paese di approdo e che, dopo avere presentato domanda di protezione, si sono trasferiti in un altro Paese dell'Unione (i cosiddetti movimenti secondari). Dopo Germania, Svizzera e Austria, anche la Finlandia e la Svezia hanno annunciato il trasferimento - in corso o in preparazione - dei "dublinanti" verso l'Italia.
Henlsinki, pur riconoscendo "la cooperazione e il dialogo con l'Italia nel corso degli anni", ha detto che intende "applicare le norme" del nuovo Patto europeo su asilo e migrazione e di aspettarsi che "tutti i Paesi membri adempiano ai propri obblighi". Stoccolma, dal canto suo, ha spiegato che "è importante che la collaborazione funzioni bene affinché la migrazione verso l'Europa sia ben gestita e controllata" e che dall'entrata in vigore del Patto tutto "funziona meglio".
Il Patto europeo, entrato in vigore il 12 giugno scorso, prevede il ritrasferimento dei migranti nel Paese di ingresso. Certamente, i Paesi della periferia europea (Italia, Spagna e Grecia) condividono un comune destino, anche se la recente tensione fra Roma e Madrid per la questione di Ceuta non contribuisce a unire le posizioni dei due governi.
Come tutti i Paesi di frontiera - inclusi Grecia e Spagna - l'Italia è fra i Paesi che hanno ricevuto maggiori richieste di riappropriazione dei migranti sbarcati sulle proprie coste: secondo stime Eurostat del 2025, l'Italia dovrebbe riprendersi circa 24 mila persone che sono sbarcate sulle nostre coste ed hanno poi sconfinato verso il Nord Europa. La Spagna nel 2025 contava poco più di 10mila richieste di riappropriazione dei "dublinanti" e sarebbe orientata a far ricorso ai "meccanismi di solidarietà" europei previsti dall'accordo.
La Germania invece è fra i Paesi che hanno inviato il maggior numero di domande di riappropriazione, pari a oltre 35mila. Se da un lato i Paesi nordici sono i più attivi nell'applicare il nuovo Patto sulle migrazioni,
In questo scenario, vi sono posizioni di mezzo, come la Francia, che in un clima di riavvicinamento con Roma, a deciso per ora di "non unirsi" ai Paesi che rispediscono indietro i migranti e sta cercando di collaborare con l'Italia per frenare l'immigrazione illegale e bloccare i flussi provenienti dalla Tunisia e dalla Libia.
La vicenda ha avuto riflessi anche sul dibattito politico nazionale, con il Pd che parla di un "clamoroso boomerang" per il governo ed il M5S che parla di un "capolavoro" della premier, mentre il governo assicura che "il numero dei potenziali ricollocamenti si ridurrà drasticamente", ribadendo che il Patto europeo "difende i confini, diminuisce gli sbarchi e aumenta i rimpatri mentre la sinistra continua a fare propaganda sul nulla".
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