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Investitori in fuga dall'incertezza: i fondi obbligazionari puntano sull'Europa

Finanza
Investitori in fuga dall'incertezza: i fondi obbligazionari puntano sull'Europa
(Teleborsa) - I fondi obbligazionari guardano sempre più all'Europa mentre aumenta l'incertezza sui mercati globali. Di fronte ai dubbi sulle politiche fiscali e monetarie di Stati Uniti, Regno Unito e Giappone, alcuni gestori stanno riducendo l'esposizione verso i rispettivi titoli di Stato per aumentare quella sui bond dell'area euro.

Tra gli investitori che hanno rafforzato la presenza sui mercati europei ci sono UBS Asset Management e Guinness Global Investors, che hanno acquistato titoli tedeschi, mentre Barings ha ridotto la quota di Treasury americani per puntare su debito sovrano di Italia, Spagna e Francia. Anche Aviva Investors considera interessanti le posizioni sui titoli dell'Eurozona.

A spingere la domanda di obbligazioni europee è soprattutto la ricerca di maggiore prevedibilità in un contesto segnato da tensioni geopolitiche, inflazione ancora incerta e crescenti pressioni sui bilanci pubblici.

Secondo alcuni gestori, l'Europa offre un quadro istituzionale e politico più stabile rispetto ad altri grandi mercati, con prospettive di crescita e inflazione più contenute.
I Treasury statunitensi sono invece sotto pressione per i dubbi sulla direzione futura della politica monetaria della Federal Reserve e sulla sua capacità di riportare l'inflazione verso l'obiettivo del 2%. Nel Regno Unito gli investitori attendono maggiore chiarezza sui piani fiscali del governo, mentre in Giappone il mercato obbligazionario risente della forte volatilità e del rialzo dei rendimenti.
Anche i titoli europei non sono immuni dalle tensioni globali: il conflitto in Iran e la crisi energetica hanno pesato sul debito dell'area euro. Tuttavia, alcuni investitori ritengono che le politiche fiscali e monetarie europee siano oggi più facilmente valutabili rispetto a quelle di Stati Uniti, Regno Unito e Giappone.

Resta centrale il tema dell'inflazione, alimentato dall'aumento dei prezzi energetici e dalle tensioni commerciali. L'aumento della spesa pubblica per difesa e welfare, insieme all'incertezza geopolitica, continua infatti a rappresentare un rischio per i conti pubblici e per il mercato obbligazionario globale.

Gli operatori si attendono inoltre un possibile ulteriore irrigidimento della politica monetaria della Banca centrale europea, con i mercati che stanno già scontando nuovi rialzi dei tassi nel corso dell'anno.
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