Sabato 4 Luglio 2020, ore 23.37
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Dalla CECA agli Euro Cecati

Rottamati gli obiettivi della CEE: solidarietà, tutela dell'occupazione e dell'ambiente

Guido Salerno Aletta
Guido Salerno Aletta
Editorialista dell'Agenzia Teleborsa
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Tutte le modifiche ai Trattati, a partire dalla fine degli anni Settanta, sono state all'insegna del mercatismo: la libera circolazione di merci, dei capitali e delle persone, sì anche delle persone perché sono come le merci, strumento della produzione!, è divenuta un tratto fondamentale, costitutivo della Comunità, trasformatasi in Unione.

Si è cominciato con l'Atto Unico del 1987 istitutivo del Mercato interno, poi con il divieto di aiuti di Stato alle imprese e di sostegno agli Stati da parte delle Banche centrali che furono introdotti con il Trattato di Maastricht del 1992, per arrivare al Trattato di Lisbona del 2008, che riassume tutto ciò che si è fatto per introdurre principi di concorrenza selvaggia, anche dentro l'Unione. Una concorrenza assurda nei costi del lavoro, nella tassazione delle imprese, nei livelli di protezione sociale e sanitaria dei lavoratori: le industrie europee si sono spostate nei Paesi ex-comunisti, approfittando della loro povertà per fare profitti. Inutile, poi, parlare delle importazioni europee di acciaio dalla Cina o dall'India: c'è da rabbrividire.

E, ora, quando Donald Trump mette i dazi sulle importazioni di acciaio, non fa altro che cercare di rimediare al collasso dell'industria americana: anche lì, è dagli anni Ottanta che la deindustrializzazione ha distrutto interi Stati. Prima si va in Messico con il NAFTA, e poi in Cina con il Wto!

In Europa, la libertà dei mercati ha prevalso sulla guida e sul controllo da parte degli Stati; gli squilibri commerciali infra Ue non sono mai stati eliminati perché anzi simboleggiavano le Virtù dei Forti.

Siamo passati da uno squilibrio all'altro, dalle privatizzazioni alle liberalizzazioni, dagli abbattimenti delle frontiere per favorire la concorrenza alla rottamazione di interi comparti industriali.

Ora, c'è sovrapproduzione dappertutto. Bisogna tagliare, chiudere gli stabilimenti, aggregarsi per non morire, vendersi per sopravvivere ancora qualche mese.

Questa è la follia dei nostri tempi: se negli anni Cinquanta abbiamo cominciato ad abbattere le frontiere da allora abbiamo abbattuto tutti i vincoli che erano stati posti, per evitare che un mercato incontrollato portasse al massacro.

Rottamati tutti gli obiettivi della CEE: solidarietà, tutela dell'occupazione e dell'ambiente.

Dalla CECA agli Euro Cecati.
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