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La Brexit e l’ossessione del SuperStato Europeo

L'Unione nel caos per la continua ricerca di maggiori poteri

Guido Salerno Aletta
Guido Salerno Aletta
Editorialista dell'Agenzia Teleborsa

Gli Inglesi se ne vanno, hanno detto Bye Bye a Bruxelles, alla elefantiasi dell'Unione, alla pressione continua che viene esercitata per trasformarla in un SuperStatoEuropeo.

La rottura si consumò quando fu proposto di approvare il Fiscal Compact e la Banking Union per rimediare agli effetti della crisi finanziaria. David Cameron disse di no, si alzò dal tavolo e pretese accordi asimmetrici a favore della Gran Bretagna, anche per quanto riguarda l'immigrazione. Centinaia di migliaia di disoccupati europei si trasferivano in Inghilterra non solo per cercare lavoro, ma soprattutto per approfittare del sistema di welfare assai generoso.

L'Unione europea è vittima della sua natura: incompleta ed in perenne trasformazione. Molte volte la si è paragonata ad una bicicletta: ferma, in piedi, non ci sta. Bisogna che qualcuno pedali in continuazione, per allargarne i confini a nuovi Stati o per estenderne i poteri.

E' un processo insano, perché cerca in continuazione di erodere i poteri degli Stati membri delegittimandoli e sostituendosi a loro.

Si occupa di tutto, in modo pervasivo. Non c'è settore in cui non abbia competenza che prevale su quella degli Stati.

La più stravagante ed assurda pretesa è quella dei Programmi di sostegno alle aree meno favorite: decidono a Bruxelles come devono essere spesi i soldi che gli Stati versano, con Assi, Programmi, criteri di ammissibilità, percentuali di cofinanziamento, procedure sagomati ad uso e consumo dei consulenti e delle lobby che le hanno preparate.

E' un paradosso: usano i soldi dell'Italia per aiutare l'Italia, ma questi soldi si possono spendere solo a condizione che l'Italia ne metta ancora degli altri, con il cofinanziamento. E' una estorsione politica.

Sono anni che ripetono sempre le stesse parole, che chiedono maggiori poteri e cessioni di sovranità. Addirittura si sostiene che ormai deve esistere una sola sovranità, quella europea.

Il fatto di basarsi su quattro libertà di movimento, di merci, servizi, capitali e persone, l'ha trasformata in un grande Mercato.

Essere un GrandeMercato non basta per trasformarsi in un GrandeStato, che lotta in continuazione per sradicare i poteri degli Stati aderenti. In Europa abbiamo nazioni, popoli, culture, lingue, storie diverse.

Possiamo e dobbiamo convivere in pace, senza doverci trasformare di continuo.

Ancor più ridicolo è il fatto che, nonostante la Brexit, i documenti preparatori dell'Unione vengono redatti sempre in inglese, perché troppo pochi conoscono il tedesco ed i tedeschi non accetterebbero mai come lingua il francese.

L'Unione nel caos per la continua ricerca di maggiori poteri.

La Brexit e l'ossessione del SuperStato Europeo.
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