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Giovedì 20 Febbraio 2020, ore 15.11
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S&P, invariato rating BBB per l'Italia ma il debito sale

L'agenzia mette il punto sulla crescita del debito pubblico al contrario delle famiglie che hanno ridotto il livello di indebitamento

Economia ·
(Teleborsa) - S&P ha confermato il rating dell'Italia a BBB, ma il giudizio sul nostro Paese continua ad avere un Outlook "Negativo", il che implica che il rating resta sotto osservazione.

Secondo l'agenzia, il Paese starebbe subendo un accentuato deterioramento delle condizioni finanziarie esterne che coinvolge il governo e le banche, mentre i continui cambiamenti politici indebolirebbero il potenziale di crescita. Ad aver scongiurato la bocciatura ha concorso per ora il minor indebitamento del settore privato.

"L'Italia è sulla buona strada per diventare un creditore netto esterno entro la metà del decennio. Il governo italiano sta invertendo il processo di consolidamento di bilancio e rischi per la posizione di bilancio stanno aumentando. E' infatti previsto un aumento del debito/PIL mentre il debito del settore privato continua a scendere", afferma in una nota la S&P Global Ratings.

S&P nota che a causa del cambio di rotta delle riforme e di una domanda esterna volatile, l'economia tricolore si è spinta in zona recessione già dalla seconda metà del 2018. Nel breve periodo, l'agenzia ipotizza una fase di stallo per l'economia del nostro Paese, che durerà per tutto il 2019, con forti probabilità che le politiche del governo possano rafforzare la rigidità dei salari e del mercato del lavoro.

"Sebbene l'obiettivo fosse quello di fornire un maggiore slancio, le manovre di bilancio del governo sembrano essere state controproducenti per molti aspetti, dati i loro effetti negativi sulle condizioni finanziarie e sui costi di finanziamento per le banche italiane. A nostro avviso - commenta S&P - l'attuale politica economica e di bilancio del governo ha avuto un ruolo nell'ingresso dell'economia italiana in una recessione tecnica durante la seconda metà del 2018. A pesare anche l'incertezza riguardo il percorso dei conti pubblici che ha provocato l'aumento dei costi di indebitamento durante l'estate 2018."

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