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Lunedì 21 Ottobre 2019, ore 17.36
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Italia, timidi segnali positivi dall'industria

Ad agosto 2019 si stima che l’indice destagionalizzato della produzione industriale aumenti dello 0,3% rispetto a luglio

Economia, Macroeconomia ·
(Teleborsa) - Piccolo spiraglio di luce dall'industria italiana per una ripresa economica tanto sperata. Ad agosto 2019 si osserva una lieve crescita congiunturale della produzione industriale, dopo due mesi di cali, anche se nella media degli ultimi tre mesi la dinamica congiunturale resta negativa.

In termini tendenziali, prosegue la contrazione dell’indice corretto per gli effetti di calendario, che presenta un segno negativo per il sesto mese consecutivo. E' quanto rileva l'Istat sottolineando che a livello settoriale si conferma ad agosto 2019 il maggiore dinamismo dei beni di consumo, in particolare dei beni durevoli, il solo comparto in crescita in termini sia congiunturali sia tendenziali.

Ad agosto 2019 si stima che l’indice destagionalizzato della produzione industriale aumenti dello 0,3% rispetto a luglio (+0,2% il consensus) mentre nella media del trimestre giugno-agosto la produzione mostra una flessione dello 0,3% rispetto ai tre mesi precedenti.

L’indice destagionalizzato mensile mostra aumenti congiunturali nei comparti dei beni strumentali (+0,4%) e dei beni di consumo (+0,3%); variazioni negative registrano, invece, l’energia (-0,9%) e i beni intermedi (-0,5%).

Corretto per gli effetti di calendario, ad agosto 2019 l’indice complessivo è diminuito in termini tendenziali dell’1,8% (i giorni lavorativi sono stati 21, contro i 22 di agosto 2018), a fronte di una contrazione dell'1,9% indicata dal mercato. Nella media dei primi otto mesi dell’anno l’indice ha registrato una flessione tendenziale dello 0,9%.

Su base tendenziale e al netto degli effetti di calendario, ad agosto 2019 si registra una contenuta crescita per l’energia (+1,8%) e una più lieve per i beni di consumo (+0,7%); diminuiscono, in misura marcata, i beni strumentali (-4,9%) e i beni intermedi (-3,1%).

I settori di attività economica che registrano i maggiori incrementi tendenziali sono i prodotti farmaceutici di base e preparati farmaceutici (+6,6%), le altre industrie manifatturiere, riparazione e installazione di macchine ed apparecchiature (+6,1%) e l’industria del legno, della carta e stampa (+5,5%). Le flessioni più ampie si registrano nelle industrie tessili, abbigliamento, pelli e accessori (-11,3%), nella metallurgia e fabbricazione di prodotti in metallo esclusi macchine e impianti (-8,8%) e nella fabbricazione di mezzi di trasporto (-6,9%).
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