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Martedì 7 Aprile 2020, ore 17.37
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Gualtieri: su web tax accordo globale o Italia andrà avanti

Il ministro a Davos: nessun impatto su governo da decisione Di Maio ed elezioni regionali

Economia ·
(Teleborsa) - L'Italia punta a un accordo globale sulla web tax, ma in assenza di un'intesa internazionale si andrà avanti lo stesso con l'entrata in vigore della tassazione italiana a partire dal febbraio 2021. E' l'indicazione arrivata dal Ministro dell'Economia, Roberto Gualtieri, a Davos in occasione del cinquantesimo World Economic Forum.

"O ci sarà un accordo globale sulla web tax o i paesi europei e anche l'Italia andranno avanti con le loro imposte nazionali", ha affermato Gualtieri in un'intervista alla Cnbc, sottolineando che la strada di un accordo globale è quella che "preferiamo". Prendiamo atto - ha proseguito Gualtieri - delle dichiarazioni del presidente Usa Donald Trump in merito a possibili reazioni da parte degli Stati Uniti, e "siamo impegnati in una discussione positiva con gli Usa, soprattutto a livello multilaterale, ma pensiamo che la via maestra sia quella di definire un sistema globale".

Dopo un bilaterale fra il ministro dell'Economia francese, Bruno Le Maire e il suo omologo Usa, Steven Mnuchin nei giorni scorsi era emerso che c'è un intesa con gli Usa per arrivare a un comune quadro normativo internazionale tramite trattative in sede Ocse. La Francia al momento ha infatti rinviato il pagamento del primo acconto della Web Tax a carico dei grandi colossi Usa del digitale. Tuttavia, se non sarà raggiunto un accordo in sede Ocse, Le Maire ha annunciato che Parigi procederà con l'applicazione della legge.

Crisi maggioranza

Da Davos il Ministro ha affrontato diversi temi caldi a partire dalla crisi nella maggioranza dopo le dimissioni di Luigi Di Maio da Capo politico del Movimento cinque stelle e l'imminente test elettorale in Emilia Romagna.

Secondo il Ministro la decisione di Di Maio di lasciare la guida del M5S "non cambia nulla" nell'assetto e nella stabilità del governo. "Assolutamente non è una crisi politica e non sta in alcun modo nuocendo al governo. Penso - ha detto - che già oggi gli investitori l'abbiano capito, nel senso che è un fatto di normale avvicendamento interno a un partito, che non modifica per nulla la posizione di sostegno al Governo, peraltro Di Maio resterà ministro degli Esteri, il che non implica il cambio della linea politica e l'impegno per la stabilità del governo italiano resta molto forte nel M5S". Quindi, per il titolare dell'Economia italiana non c'è nessuna crisi politica in Italia. Il cambio ai vertici dei pentastellati non intacca né il governo, né la maggioranza che è molto ampia in Parlamento".

Quanto alle imminenti elezioni in Emilia Romagna, il Ministro ha escluso che ci possano essere contraccolpi sull'esecutivo e ha espresso l'auspicio di una vittoria dei candidati progressisti. L'esito del voto in Emilia Romagna e in Calabria, "non impatterà la stabilità del governo nazionale. Prima di tutto le elezioni sono elezioni locali, saranno eletti leader regionali e sono fiducioso che sarà eletto il migliore, ma chiunque sceglieranno non avrà niente a che vedere con il governo nazionale. Spero e sono fiducioso che i candidati progressisti vinceranno perchè sarebbe positivo per i cittadini ", ha osservato il titolare di Via Venti Settembre. E se dovesse vincere la Lega di Matteo Salvini, ha sottolineato, "non cambierà nulla a livello nazionale".

Autostrade, al lavoro per soluzione equilibrata

Gualtieri ha poi affrontato gli altri dossier aperti. Su Autostrade, in un'intervista a Bloomberg, ha garantito che l'esecutivo sta "cercando una soluzione equilibrata".

Brexit, importante non perdere tempo

Su Brexit, durante un Panel ad hoc del Forum, Gualtieri ha osservato che "vogliamo un accordo il più profondo e completo possibile, ma è importante non perdere tempo: ci saranno cambiamenti importanti e non è semplice. L'Ue deve negoziare in buona fede ma anche prepararsi a cambiamenti nel medio termine che saranno profondi".

Pil, più investimenti in Italia e Ue

L'Italia e l'Europa hanno bisogno di una posizione fiscale che sostenga la crescita, ma "non si tratta di spendere per spendere, piuttosto di colmare una carenza di investimenti", ha detto il ministro parlando in un panel insieme al commissario Ue per l'Economia, Paolo Gentiloni. "Abbiamo uno spazio di manovra limitato, lo sappiamo. Ecco perché abbiamo politiche di bilancio prudenti, ma abbiamo anche bisogno di un modo creativo, originale di combinare risorse pubbliche e private" per gli investimenti. Anche lo stesso Gentiloni ha sottolineato l'importanza di più investimenti in Europa. "Accanto al Green Deal in Europa serve anche una revisione delle regole di Bilancio per facilitare gli investimenti, non solo gli investimenti green, ma è necessaria una politica di bilancio più coordinata e espansiva a livello europeo - ha detto Gentiloni - abbiamo una situazione migliore di 10 anni fa, dobbiamo tenere sempre d'occhio i debiti elevati in alcuni Paesi, ma serve una politica di Bilancio che sostenga la crescita perché non possiamo pensare di lasciare questo compito solo alla politica monetaria della Bce".

Secondo Gualtieri, quindi, lo stimolo fiscale non basta per risolvere i problemi strutturali, servono riforme e maggiore integrazione europea. "Sono d'accordo che i problemi non si risolvono solo con lo stimolo fiscale e che sono necessarie riforme strutturale e più integrazione a livello europeo. Serve un coordinamento delle nostre politiche fiscali", ha affermato.

Come dicono Bce e Commissione, ha proseguito il Ministro, "ci serve una politica di bilancio espansiva, specialmente per non lasciare che la Bce si faccia carico da sola di sostenere la crescita e evitare la deflazione". "Alcuni Paesi, come l'Italia stessa hanno margini limitati, lo sappiamo - ha proseguito - ma ci servono modi creativi nuovi di combinare risorse pubbliche e private", come con il piano Juncker. Una linea espansiva "serve anche per la produttività. Questo - ha sottolineato Gualtieri - è il momento di mobilitare un ammontare senza precedenti di risorse tramite il canale del Green Deal e dell'innovazione".

Banche italiane solide, avanti con Unione bancaria

Il sistema bancario italiano, ha assicurato il Ministro, sta "piuttosto meglio", sia in termini di "livelli patrimoniali e di liquidità, molto positivi", sia riguardo alla "qualità del capitale". La riduzione dei crediti deteriorati (Npl) "è una storia di successo, riconosciuta ovunque, ci avviciniamo a scendere sotto il 3% netto nel 2021, siamo in carreggiata e perfino in anticipo rispetto ai piani. Penso che a questo abbiano contribuito l'accresciuta attenzione della Vigilanza Ue, le nuove regole, il forte impegno delle banche e le regole sulle Gacs. Sono fiducioso - ha aggiunto - che ora con queste nuove regole abbiamo un sistema europeo più resistente e resiliente. Ma non stiamo ancora sfruttando il potenziale di avere una Unione bancaria. Dobbiamo assicurare un ambiente in cui le differenze restano e sono salvaguardate ma serve anche più integrazione, darebbe molto potenziale e completare l'Unione con un sistema di garanzie dei depositi unico". Quindi, ha concluso "abbiamo grande potenziale e sono fiducioso, perché complessivamente il sistema bancario in Europa e in Italia è sano e solido e pronto alla sfida".
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