Martedì 11 Maggio 2021, ore 07.12
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Fitch, serve almeno un decennio per far tornare debito Italia a livelli pre-Covid

La regole europee del patto di stabilità e crescita sono troppo complesse e mancano di trasparenza, secondo l'agenzia di rating

Economia, Finanza ·
(Teleborsa) - Ci potrebbe volere almeno un decennio prima che il debito dell'Italia torni al livello pre-pandemia del 135% del PIL, con un ulteriore decennio per raggiungere l'obiettivo del 100%, anche in uno scenario ottimistico. È quanto sostengono gli analisti di Fitch Ratings in un report che indaga le difficoltà di sviluppare norme europee sul debito convincenti per un Paese altamente indebitato.

L'agenzia di rating ipotizza inoltre un rapporto debito/PIL italiano del 160% per il 2021 e rendimenti marginali in aumento al 2,3% entro il 2025 con una scadenza media del debito di sette anni. "A nostro avviso, queste simulazioni evidenziano la sfida di progettare una norma fiscale basata su un ancoraggio credibile del debito", dicono gli analisti di Fitch.

Riflettendo sulla situazione dell'intera eurozona, viene sottolineato che molti paesi hanno ottenuto un consolidamento fiscale sostanziale e pluriennale dopo il 2012, mentre in altri si è manifestata quella che viene chiamata "stanchezza da risanamento" dopo aver portato il disavanzo al di sotto del 3% del PIL. In questi casi, osserva Fitch, dopo l'uscita dalla procedura per i disavanzi eccessivi, sono stati compiuti pochi sforzi di bilancio e anche l'impegno per portare il debito pubblico al 60% del PIL in 20 anni è stato disomogeneo.



"Gli ultimi due decenni hanno dimostrato che le attuali regole del patto di stabilità e crescita sono troppo complesse, mancano di trasparenza e in alcuni casi non possono garantire la conformità", evidenzia il rapporto. Inoltre, il patto di stabilità non è riuscito a creare riserve in periodi di congiuntura favorevole, spesso portando a posizioni di bilancio pro-ciclica.

L'agenzia di rating ricorda che le regole fiscali dell'UE sono state sospese dal 2020 al 2022, dato lo shock della pandemia e il desiderio dei paesi dell'UE di fornire stimoli fiscali su larga scala per sostenere la ripresa.

(Foto: © kenishirotie / 123RF)
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