(Teleborsa) - Sessione debole per il listino USA, che scambia con un calo dello 0,50% sul
Dow Jones; sulla stessa linea, l'
S&P-500 ha un andamento depresso e scambia sotto i livelli della vigilia a 6.951 punti.
In frazionale calo il
Nasdaq 100 (-0,36%); sulla stessa tendenza, poco sotto la parità l'
S&P 100 (-0,31%).
In luce sul listino nordamericano S&P 500 i comparti
beni di consumo per l'ufficio (+0,77%),
beni industriali (+0,45%) e
materiali (+0,42%). Nel listino, le peggiori performance sono quelle dei settori
finanziario (-1,05%),
energia (-1,00%) e
telecomunicazioni (-0,62%).
Partenza in salita per gli indici azionari statunitensi dopo che l'
amministrazione Trump ha rinnovato i suoi attacchi alla
Federal Reserve, alimentando nuove preoccupazioni sull'indipendenza della banca centrale. L'amministrazione ha minacciato di incriminare il presidente della Fed
Jerome Powell per la sua testimonianza al Congresso su un progetto di ristrutturazione. Powell ha definito tale mossa un "pretesto" per ottenere maggiore influenza sui tassi di interesse che il presidente Donald Trump vuole ridurre drasticamente da quando è entrato in carica nel gennaio 2025.
L’amministrazione Trump esercita una crescente "pressione politica e legale" sulla Federal Reserve, minando l'
indipendenza di un "pilastro fondamentale della governance statunitense". Secondo
Eiko Sievert, Executive Director, Sovereign and Public Sector di
Scope Ratings, l’approccio della Casa Bianca ha messo sotto sforzo il tradizionale sistema americano di pesi e contrappesi" contribuendo al "downgrade del
rating sovrano USA a AA-". Il "broad weakening" degli standard di governance aggrava il rischio di "errori politici", con il debito pubblico previsto al "140% del
PIL entro il 2030". Tra "gridlock legislativi" e "polarizzazione politica", appare improbabile un "compromesso bipartisan" per affrontare le sfide fiscali, aumentando il rischio di nuovi "stand-off politici" sul tetto del debito.
Nel frattempo, il presidente Trump ha chiesto un
tetto massimo di un anno sui
tassi di interesse delle
carte di credito al 10% a partire dal 20 gennaio. La proposta ha pesato su tutti i titoli del
settore finanziario.
Tutte le Blue Chip del Dow Jones
perdono terreno a Wall Street.
Le più forti vendite si manifestano su
American Express, che prosegue le contrattazioni a -4,21%.
Sotto pressione
JP Morgan, con un forte ribasso del 2,03%.
Soffre
Visa, che evidenzia una perdita del 2,02%.
Preda dei venditori
United Health, con un decremento dell'1,82%.
Tra i
best performers del Nasdaq 100,
Ferrovial (+0,71%),
Applied Materials (+0,61%),
Comcast Corporation (+0,59%) e
Verisk Analytics (+0,53%).
Le più forti vendite, invece, si manifestano su
Alnylam Pharmaceuticals, che prosegue le contrattazioni a -5,37%.
Si concentrano le vendite su
DoorDash, che soffre un calo del 2,78%.
Vendite su
Adobe Systems, che registra un ribasso del 2,64%.
Seduta negativa per
AppLovin, che mostra una perdita del 2,05%.