(Teleborsa) -
Le Borse europee chiudono la seduta in forte calo, Piazza Affari compresa, influenzate dall'
escalation del conflitto in Medio Oriente dopo l'attacco di Stati Uniti e Israele all'Iran. Gli investitori guardano con attenzione alle possibili ripercussioni sull'economia globale, dopo la
chiusura dello Stretto di Hormuz, attraverso cui transitano oltre un quinto del petrolio mondiale e circa il 30% del gas naturale liquefatto. In una conferenza stampa al Pentagono, il generale Dan Caine, capo di stato maggiore congiunto statunitense,
non ha fornito una tempistica per la durata dell'operazione contro l'Iran. Il presidente Trump ha dichiarato ieri che Stati Uniti e Israele potrebbero continuare a colpire l'Iran per "quattro o cinque settimane".
"La chiusura dello Stretto di Hormuz e le tensioni nel Mar Rosso stanno provocando
pesanti disagi alle catene globali di fornitura e un'
impennata dei costi energetici - commentano gli analisti di
Intesa Sanpaolo - I mercati finanziari stanno reagendo con forte avversione al rischio: i rendimenti obbligazionari globali mostrano movimenti disordinati, con balzi generalizzati nei tassi per i timori inflazionistici generati dall'aumento del prezzo del greggio".
Guardando al mercato azionario, fa notare
Equita, il
contesto favorisce chiaramente i settori difesa ed energy, mentre penalizza i comparti industriali e consumer, sia per l'aumento dei costi energetici/logistici e l'impatto sul reddito disponibile, sia per le potenziali ripercussioni macro. "Molto dipenderà dalla durata, dall'ampiezza e dall'intensità del conflitto, dai rischi aumentati di interruzioni dell'approvvigionamento energetico attraverso lo Stretto di Hormuz, dai possibili effetti economici più ampi del conflitto e dalle incertezze sulla successione nella leadership iraniana - si legge in un'analisi del broker - le prime reazioni suggeriscono un repricing selettivo del rischio piuttosto che una fuga indiscriminata dagli asset rischiosi".
Sul
fronte macroeconomico, la lettura finale del
PMI manifatturiero di febbraio dell'Eurozona ha confermato la salita a 50,8: il settore manifatturiero dell'Eurozona ha registrato la prestazione più forte in quasi quattro anni, con un ulteriore aumento dei nuovi ordini, che ha favorito una vigorosa espansione della produzione industriale.
Prevale la cautela sull'
euro / dollaro USA, che continua la seduta con un leggero calo dello 0,65%. L'
Oro mostra un timido guadagno, con un progresso dello 0,38%. Forte rialzo per il
petrolio (Light Sweet Crude Oil), che mette a segno un guadagno del 6,07%.
Torna a salire lo
spread, attestandosi a +64 punti base, con un aumento di 2 punti base, con il
rendimento del BTP decennale pari al 3,35%.
Tra le principali Borse europee crolla
Francoforte, con una flessione del 2,56%, in rosso
Londra, che evidenzia un deciso ribasso dell'1,20%, e vendite a piene mani su
Parigi, che soffre un decremento del 2,17%.
A picco
Piazza Affari in chiusura di seduta, con il
FTSE MIB che accusa un ribasso dell'1,97%; sulla stessa linea, il
FTSE Italia All-Share è crollato del 2,01%, scendendo fino a 48.908 punti. In forte calo il
FTSE Italia Mid Cap (-2,34%); sulla stessa tendenza, pesante il
FTSE Italia Star (-2,04%).
Tra le
migliori azioni italiane a grande capitalizzazione, ben impostata
ENI, che mostra un incremento del 3,63%. Tonica
Leonardo che evidenzia un bel vantaggio del 2,50%. In luce
Italgas, con un ampio progresso dell'1,55%. Sostanzialmente tonico
A2A, che registra una plusvalenza dello 0,89%.
I più forti ribassi, invece, si sono verificati su
Stellantis, che ha archiviato la seduta a -7,16%. Pessima performance per
Brunello Cucinelli, che registra un ribasso del 4,57%. Sessione nera per
Unipol, che lascia sul tappeto una perdita del 4,25%. In perdita
BPER Banca, che scende del 4,12%.
Tra i protagonisti del FTSE MidCap,
Anima Holding (+1,67%) e
D'Amico (+0,70%).
Le più forti vendite, invece, si sono abbattute su
Maire, che ha terminato le contrattazioni a -6,12%. Pesante
Sanlorenzo, che segna una discesa di ben -5,4 punti percentuali. Seduta negativa per
BFF Bank, che scende del 4,76%. Sensibili perdite per
Intercos, in calo del 4,35%.