(Teleborsa) - Le crescenti preoccupazioni per il
conflitto USA-Iran e i suoi
effetti inflazionistici pesano sulle borse asiatiche che registrano tutte
forti ribassi, trascinati dalla
Corea del Sud che lascia sul terreno ben il 12%. A
Tokyo, il
Nikkei 225 cede il 3,67%; sulla stessa linea, viene venduto parecchio il mercato di
Shenzhen, che continua la seduta al 3,99%. Male il mercato di
Hong Kong (-2,72%). Pesante anche la Borsa di
Mumbai (-1,87%) e
Sydney (-1,94%).
In
Cina i dati dell’
indice dei direttori degli acquisti hanno dipinto un
quadro contrastante della più grande economia asiatica, con l’attenzione che rimane su ulteriori segnali sulla politica economica da Pechino. I
dati ufficiali dei PMI cinesi hanno mostrato una contrazione sostenuta sia nell’attività manifatturiera che in quella dei servizi, con la forte domanda di esportazioni che ha fatto poco per compensare il debole consumo locale. Ma i
dati PMI privati, di RatingDog, hanno mostrato che sia l’attività manifatturiera che quella dei servizi sono cresciute a febbraio a un ritmo più veloce del previsto.
In calo anche il mercato
australiano che ha ignorato i dati del
prodotto interno lordo superiori alle attese per il quarto trimestre. Il PIL è salito del 2,7% a un massimo di tre anni nel Q4, aiutato dalla spesa costante dei consumatori, dagli investimenti governativi e dal miglioramento della produzione dal lato dell’offerta.
Andamento piatto per l'
euro contro la valuta nipponica, che mostra una variazione percentuale pari a -0,08%. Controllato progresso per l'
euro nei confronti della divisa cinese, che scambia in salita dello 0,28%. Appiattita la performance dell'
euro contro il dollaro hongkonghese, che tratta con un modesto +0,14%.
Il rendimento dell'
obbligazione decennale giapponese è pari 2,12%, mentre il rendimento del
titolo di Stato decennale cinese scambia 1,79%.