(Teleborsa) -
Le Borse europee, Piazza Affari compresa, scambiano in rosso, in assenza di prospettive di pace in Medio Oriente. "Una guerra prolungata e la conseguente strozzatura nelle forniture determinerebbe effetti economici seri soprattutto in Europa e in Asia - dicono gli analisti di
Intesa Sanpaolo - Tuttavia, una rapida risoluzione del conflitto o un eventuale (anche se improbabile) cambio di regime a Teheran potrebbero normalizzare e finanche aumentare le forniture, trasformando questa correzione in una opportunità di acquisto per gli investitori".
I banchieri della
Banca centrale europea (BCE) prevedevano che l'inflazione sarebbe scesa ulteriormente sotto l'obiettivo prima che il conflitto in Medio Oriente facesse aumentare bruscamente i prezzi del greggio questa settimana, secondo quanto emerso dai verbali della riunione del 4-5 febbraio,
pubblicati oggi.
"È ancora troppo presto per trarre conclusioni di politica monetaria da questa situazione volatile", ha dichiarato
Joachim Nagel, presidente della Bundesbank, in una nota allegata alla relazione annuale della banca centrale tedesca. "Nella riunione del Consiglio direttivo della BCE della prossima settimana, discuteremo i dati e le proiezioni più recenti - ha aggiunto - Su questa base, decideremo se l'attuale orientamento di politica monetaria rimane appropriato o se è necessario intervenire".
La BCE non dovrebbe essere troppo ottimista riguardo a una rapida risoluzione della guerra in Iran, che potrebbe far aumentare l'inflazione e frenare la crescita economica nella zona euro, ha detto
Olli Rehn, membro del Consiglio direttivo durante un evento a Bruxelles. Per le banche dell'Eurozona dalla guerra in Iran si profila un impatto diretto limitato, ma il pericolo maggiore risiede nel modo in cui un'economia indebolita potrebbe ripercuotersi sui bilanci degli istituti, ha detto a Reuters
Pedro Machado, membro del consiglio di vigilanza della BCE.
Prevale la cautela sull'
euro / dollaro USA, che continua la seduta con un leggero calo dello 0,24%. L'
Oro è in calo (-0,88%) e si attesta su 5.095,5 dollari l'oncia. Sessione euforica per il greggio, con il
petrolio (Light Sweet Crude Oil) che mostra un balzo del 4,30%.
Balza in alto lo
spread, posizionandosi a +69 punti base, con un incremento di 2 punti base, con il
rendimento del BTP decennale pari al 3,52%.
Nello scenario borsistico europeo contrazione moderata per
Francoforte, che soffre un calo dello 0,55%, sottotono
Londra che mostra una limatura dello 0,68%, e deludente
Parigi, che si adagia poco sotto i livelli della vigilia.
Il
listino milanese continua la seduta poco sotto la parità, con il
FTSE MIB che lima lo 0,64%; sulla stessa linea, si muove al ribasso il
FTSE Italia All-Share, che perde lo 0,60%, scambiando a 47.617 punti. Leggermente negativo il
FTSE Italia Mid Cap (-0,22%); come pure, variazioni negative per il
FTSE Italia Star (-1,08%).
Tra le
migliori azioni italiane a grande capitalizzazione, vola
Campari, con una marcata risalita del 9,99% (con il mercato che ha apprezzato i conti 2025). Brilla
STMicroelectronics, con un forte incremento (+5,24%). Denaro su
Snam, che registra un rialzo dell'1,63%. Giornata moderatamente positiva per
ENI, che sale di un frazionale +1,35%.
Le più forti vendite, invece, si manifestano su
Nexi, che prosegue le contrattazioni a -14,36% (mercato deluso dalla guidance 2026 e, secondo l'AD Paolo Bertoluzzo alcuni azionisti, soprattutto statunitensi, potrebbe anche essere stati delusi dalla mancanza di un buyback). Crolla
Amplifon, con una flessione del 10,48% (risultati 2025 inferiori alle attese). Vendite a piene mani su
Banca MPS, che soffre un decremento del 4,07%. Si concentrano le vendite su
Mediobanca, che soffre un calo del 3,30%.
Tra i protagonisti del FTSE MidCap,
Alerion Clean Power (+2,33%),
Intercos (+2,14%),
Pharmanutra (+1,82%) e
Ferragamo (+1,81%).
Le più forti vendite, invece, si manifestano su
D'Amico, che prosegue le contrattazioni a -5,79%. Vendite su
Avio, che registra un ribasso del 5,07%. Seduta negativa per
Comer Industries, che mostra una perdita del 3,23%. Sotto pressione
Banco Desio, che accusa un calo del 2,28%.