(Teleborsa) - "
Bene il confronto, ma la società è quotata, evitiamo fughe in avanti. E iniziamo a dare i numeri reali: la partecipazione Xenon in
Eles è il 45% e include anche le azioni proprie cedute dal consiglio di amministrazione e da noi contestate". Lo dice
Antonio Maria Zinno, CEO di
Mare Group, dopo che un manager del fondo Xenon ha detto a MF di avere in mano oltre il 48,5% dei diritti di voto del fornitore umbro di soluzioni per il test dei dispositivi a semiconduttore.
Dal documento di offerta, secondo Mare Group, emerge che - a seguito dei conferimenti previsti - la partecipazione riconducibile all’offerente è
pari a circa il 45% del capitale e dei diritti di voto e non al 48%, come indicato nei comunicati sull’offerta e in alcune ricostruzioni giornalistiche. Infatti, con il conferimento realizzato nell’ambito dell’offerta pubblica di acquisto il 4 marzo (come indicato nel documento di offerta), delle azioni a voto plurimo da parte di Francesca Zaffarami ha portato alla
perdita della maggiorazione del loro diritto di voto, come previsto da statuto di Eles. Mare Group fa anche notare che quel 45% include anche il conferimento delle azioni proprie deliberato dal CdA di Eles e che la società campana ha già contestato nelle sedi competenti.
Per questo, secondo il gruppo guidato da Antonio Maria Zinno, questa fase dovrebbe essere "affrontata senza fughe in avanti - anche mediante il confronto tra azionisti sulle strategie future - ricordando che la società è quotata e che
annunciare aumenti di capitale non è il modo migliore per fare le cose".
Secondo Mare Group, il primo punto da affrontare riguarda la
governance, con lo stallo in assemblea (dove
sono state bocciate sia le proposte del CdA che quelle di Mare Group) che dimostra come la società resti contendibile. In secondo luogo, prima di discutere di leva finanziaria per una società che dispone di grande liquidità, si dovrebbe pensare alla
creazione di valore industriale. In questo quadro, a Mare Group appare "quantomeno fuori contesto parlare già di operazioni di M&A negli Stati Uniti, quando il contesto geopolitico ed economico europeo - e le stesse indicazioni del Governo italiano - indicano con sempre maggiore chiarezza la necessità di rafforzare le filiere tecnologiche continentali e costruire campioni nazionali ed europei nei settori strategici".
Intanto, nelle sedute del
9, 10, 11, 12 e 13 marzo 2026 saranno
riaperti i termini dell'OPA di Xenon, società di private equity con sede in Lussemburgo e a Milano, che nel periodo di offerta non è riuscita, insieme alle persone che agiscono di concerto, a raggiungere il 50% dei diritti di voto di Eles. "La riapertura dei termini la settimana prossima sarà sempre al prezzo di 3,2 euro, non intendiamo alzarlo anche se il mercato sconta forse questa possibilità, visto che il titolo ha toccato i 3,34 euro", ha detto a MF Franco Prestigiacomo, co-AD Xenon.