(Teleborsa) -
Le Borse europee, Piazza Affari compresa, terminano sui minimi della seduta odierna, in assenza di prospettive di pace in Medio Oriente.
Non si intravedono segnali di una fine del conflitto, con funzionari iraniani che avvertono che gli attacchi si intensificheranno. Inoltre, nel pomeriggio le autorità degli Emirati Arabi Uniti hanno avvertito i residenti di Dubai dell'arrivo di missili, esortandoli a cercare immediatamente rifugio nell'edificio sicuro più vicino. Intanto, Israele ha reso noto che l'aeronautica militare ha colpito obiettivi a Teheran per la seconda volta oggi.
Il presidente statunitense
Donald Trump ha dichiarato ad Axios, in un'intervista pubblicata oggi pomeriggio, di dover essere personalmente coinvolto nella scelta del prossimo leader iraniano, proprio come è accaduto in Venezuela.
"Una
guerra prolungata e la conseguente strozzatura nelle forniture determinerebbe
effetti economici seri soprattutto in Europa e in Asia - dicono gli analisti di
Intesa Sanpaolo - Tuttavia, una rapida risoluzione del conflitto o un eventuale (anche se improbabile) cambio di regime a Teheran potrebbero normalizzare e finanche aumentare le forniture, trasformando questa correzione in una opportunità di acquisto per gli investitori".
Sul fronte macroeconomico, in
Eurozona a gennaio le
vendite al dettaglio hanno segnato un calo mensile di -0,1%, contro attese di rialzo, ma la variazione di dicembre è stata rivista positivamente a +0,1% da -0,5% m/m.
I banchieri della
Banca centrale europea (BCE) prevedevano che l'inflazione sarebbe scesa ulteriormente sotto l'obiettivo prima che il conflitto in Medio Oriente facesse aumentare bruscamente i prezzi del greggio questa settimana, secondo quanto emerso dai verbali della riunione del 4-5 febbraio,
pubblicati oggi.
"È ancora troppo presto per trarre conclusioni di politica monetaria da questa situazione volatile", ha dichiarato
Joachim Nagel, presidente della Bundesbank, in una nota allegata alla relazione annuale della banca centrale tedesca. "Nella riunione del Consiglio direttivo della BCE della prossima settimana, discuteremo i dati e le proiezioni più recenti - ha aggiunto - Su questa base, decideremo se l'attuale orientamento di politica monetaria rimane appropriato o se è necessario intervenire".
L'
Euro / dollaro USA continua la seduta poco sotto la parità, con un calo dello 0,47%. Scambia in retromarcia l'
oro, che scivola a 5.071 dollari l'oncia. Deciso rialzo del petrolio (Light Sweet Crude Oil) (+6,09%), che raggiunge 79,21 dollari per barile.
Torna a salire lo
spread, attestandosi a +70 punti base, con un aumento di 3 punti base, con il
rendimento del BTP decennale pari al 3,56%.
Tra i mercati del Vecchio Continente lettera su
Francoforte, che registra un importante calo dell'1,61%, vendite su
Londra, che registra un ribasso dell'1,45%, e seduta negativa per
Parigi, che mostra una perdita dell'1,49%.
Sessione da dimenticare per la
Borsa italiana, con il
FTSE MIB che lascia sul terreno l'1,61%; sulla stessa linea, il
FTSE Italia All-Share è crollato dell'1,62%, scendendo fino a 47.127 punti. Pessimo il
FTSE Italia Mid Cap (-1,59%); sulla stessa tendenza, in forte calo il
FTSE Italia Star (-2,5%).
Tra i
best performers di Milano, in evidenza
Campari (+9,96%),
STMicroelectronics (+2,99%),
Snam (+1,57%) e
Lottomatica (+1,40%).
Le più forti vendite, invece, si sono abbattute su
Nexi, che ha terminato le contrattazioni a -16,63%. Scende
Amplifon, con un ribasso del 13,20%. Crolla
Leonardo, con una flessione del 6,13%. Vendite a piene mani su
Fincantieri, che soffre un decremento del 6,05%.
Tra i protagonisti del FTSE MidCap,
Ascopiave (+4,01%),
SOL (+1,75%),
Intercos (+1,32%) e
RCS (+1,17%).
Le peggiori performance, invece, si sono registrate su
Avio, che ha chiuso a -9,87%. Pessima performance per
D'Amico, che registra un ribasso del 7,06%. Sotto pressione
Piaggio, che accusa un calo del 5,36%. Sessione nera per
Ariston Holding, che lascia sul tappeto una perdita del 5,00%.