(Teleborsa) - Tutte in forte ribasso le principali borse europee, in avvio di settimana, dopo che lo spettro di un
nuovo choc energetico, in seguito agli attacchi alle infrastrutture petrolifere in Iran, ha fatto
volare le quotazioni di petrolio oltre i 105 dollari al barile, per la prima volta dal 2022. Sul sentiment degli investitori pesano i
timori di una espansione del conflitto in Medio Oriente e di una durata più lunga del previsto a seguito della
nomina del figlio di Khamenei come guida suprema dell'Iran.
L'
Euro / dollaro USA mantiene la posizione sostanzialmente stabile su 1,156. Vendite diffuse sull'
oro, che continua la giornata a 5.101,5 dollari l'oncia. Forte rialzo per il petrolio (Light Sweet Crude Oil), che mette a segno un guadagno del 13,27%.
Torna a galoppare lo
spread, che si posiziona a +83 punti base, con un forte incremento di 8 punti base, mentre il BTP con scadenza 10 anni riporta un rendimento del 3,74%.
Nello scenario borsistico europeo tonfo di
Francoforte, che mostra una caduta del 2,60%; lettera su
Londra che registra un importante calo dell'1,70%. Scende
Parigi con un ribasso del 2,55%. Sessione da dimenticare per la Borsa italiana, con il
FTSE MIB che sta lasciando sul terreno il 2,59%, continuando sulla scia ribassista rappresentata da tre cali consecutivi, in essere da giovedì scorso; sulla stessa linea, il
FTSE Italia All-Share crolla del 2,63%, scendendo fino a 45.438 punti.
Tra le migliori Blue Chip di Piazza Affari,
Nexi avanza del 2,15%.
Si muove in territorio positivo
Lottomatica mostrando un incremento dell'1,77%.
Composta
Leonardo che cresce di un modesto +1,06%.
Performance modesta per
ENI che mostra un moderato rialzo dello 0,56%.
Le peggiori performance, invece, si registrano su
Prysmian, che ottiene -4,28%.
Crolla
Banca Popolare di Sondrio, con una flessione del 4,27%.
Calo deciso per
BPER Banca, che segna un -3,53%.
Unico titolo a media capitalizzazione a Milano,
Safilo ottiene un +3,33%.
Le peggiori performance, invece, si registrano su
Ferragamo, che ottiene -3,95%.
Vendite a piene mani su
OVS, che soffre un decremento del 3,85%.
Sotto pressione
Ariston Holding, con un forte ribasso del 3,66%.