(Teleborsa) -
Tutti negativi gli indici di Piazza Affari e degli altri principali listini europei.
Non ci sono segnali di distensione in Medio Oriente, con gli investitori preoccupati dalla durata del conflitto che dalle incertezze legate all'approvvigionamento energetico. Lo
Stretto di Hormuz continua infatti ad essere di fatto chiuso: dall'inizio del conflitto solo 7 navi lo hanno attraversato. Nel frattempo, il
petrolio è tornato a salire, con il Brent sopra i 91 dollari al barile e il Wti vicino agli 87 dollari: non sono bastate a placare i timori le rassicurazioni dell'
Agenzia Internazionale per l'Energia sul più grande rilascio di riserve petrolifere di emergenza mai realizzato nella sua storia.
Sul
fronte macroeconomico, l'inflazione in
Germania è leggermente diminuita a febbraio, attestandosi all'1,9% dal 2,1% del mese precedente, secondo quanto
comunicato dall'ufficio federale di statistica, che ha confermato i dati preliminari. L'inflazione si era attestata al 2,1% su base annua a gennaio.
Il focus dei
mercati nelle prossime ore sarà rivolto anche ai dati sull'
inflazione statunitense, che potrebbero influenzare le aspettative sulla traiettoria della politica monetaria della Fed. Al momento il mercato monetario prezza con certezza un primo taglio dei tassi a settembre e un secondo intervento a dicembre con una probabilità di circa il 50%. In
Europa, invece, il mercato torna ad attendersi un rialzo dei tassi della
BCE a ottobre.
A Piazza Affari focus sulle banche, dopo che i CdA di
Banca Monte dei Paschi di Siena e
Mediobanca hanno
approvato il progetto di fusione per incorporazione di Mediobanca in MPS, con un rapporto di concambio di 2,45 azioni MPS per ogni Mediobanca.
L'
Euro / dollaro USA è sostanzialmente stabile e si ferma su 1,16. Lieve calo dell'
oro, che scende a 5.180,3 dollari l'oncia. Deciso rialzo del petrolio (Light Sweet Crude Oil) (+3,73%), che raggiunge 86,57 dollari per barile.
Lo
Spread peggiora, toccando i +72 punti base, con un aumento di 3 punti base rispetto al valore precedente, con il rendimento del BTP decennale pari al 3,62%.
Nello scenario borsistico europeo calo deciso per
Francoforte, che segna un -1,27%, sotto pressione
Londra, con un forte ribasso dello 0,80%, e tentenna
Parigi, che cede lo 0,70%.
A Piazza Affari, il
FTSE MIB è in calo (-0,92%) e si attesta su 44.786 punti; sulla stessa linea, giornata negativa per il
FTSE Italia All-Share, che continua la seduta a 47.306 punti, in calo dello 0,87%.
In lieve ribasso il
FTSE Italia Mid Cap (-0,32%); sulla stessa tendenza, in frazionale calo il
FTSE Italia Star (-0,2%).
Tra i
best performers di Milano, in evidenza
Mediobanca (+2,78%),
Banca MPS (+1,22%),
BPER Banca (+1,20%) e
Nexi (+1,05%).
Le peggiori performance, invece, si registrano su
Leonardo, che ottiene -3,81%.
Soffre
Fincantieri, che evidenzia una perdita del 2,77%.
Preda dei venditori
DiaSorin, con un decremento del 2,36%.
Si concentrano le vendite su
Prysmian, che soffre un calo del 2,22%.
Tra i protagonisti del FTSE MidCap,
Carel Industries (+5,86%),
Alerion Clean Power (+1,65%),
Comer Industries (+1,57%) e
Sanlorenzo (+1,47%).
I più forti ribassi, invece, si verificano su
Ascopiave, che continua la seduta con -3,36%.
Vendite su
Avio, che registra un ribasso del 2,97%.
Seduta negativa per
Caltagirone SpA, che mostra una perdita del 2,29%.
Sotto pressione
Cementir, che accusa un calo del 2,10%.