(Teleborsa) -
Seduta in ribasso per i mercati azionari europei, dopo i guadagni di ieri, con le
tensioni geopolitiche in Iran che continuano a dominare il sentiment, con incertezza sulla durata del conflitto e sulle interruzioni dell'approvvigionamento energetico. Le
speranze di una rapida distensione in Iran stanno svanendo: Washington ha moltiplicato gli avvertimenti - Donald Trump ha parlato di "conseguenze militari senza precedenti" in caso di dispiegamento di mine nello Stretto di Hormuz - mentre il Pentagono ha avvertito che gli attacchi di oggi sarebbero stati di un'intensità senza precedenti dall'inizio del conflitto. L'Iran non ha invece alcun incentivo ad accorciare il conflitto: una situazione di stallo prolungata aumenta la pressione geopolitica ed economica su Washington, rafforza la leva energetica dell'Iran e complica la gestione dell'inflazione da parte dell'Occidente.
Secondo quanto
scritto il Wall Street Journal, l'
Agenzia Internazionale per l'Energia ha proposto ai suoi stati membri di procedere con uno
sblocco eccezionale delle riserve strategiche per contrastare l'aumento dei prezzi del greggio. I paesi dell'AIE detengono collettivamente circa 1,8 miliardi di barili, teoricamente equivalenti a circa quattro mesi di importazioni dal Golfo.
Sul fronte dei
banchieri centrali,
Christine Lagarde ha sottolineato che la BCE "farà tutto il necessario" e che l'Eurozona entra in questa nuova fase geopolitica in una posizione più solida rispetto al 2022, sebbene il livello di incertezza attuale sia "più elevato". La BCE agirà in modo rapido e deciso se l'aumento del prezzo del carburante dovuto alla guerra in Iran dovesse tradursi in un aumento duraturo dell'inflazione nella zona euro, ha invece detto a Reuters
Joachim Nagel, presidente della Bundesbank. L'inflazione in Francia dovrebbe rimanere bassa, anche se l'attuale guerra in Iran potrebbe portare a un leggero aumento dei prezzi e a una crescita più bassa a livello globale, ha sostenuto alla radio francese Rtl il governatore della Banca di Francia, Francois Villeroy de Galhau.
Sul
fronte macroeconomico, l'inflazione in
Germania è leggermente diminuita a febbraio, attestandosi all'1,9%, secondo quanto
comunicato dall'ufficio federale di statistica, che ha confermato i dati preliminari. L'inflazione si era attestata al 2,1% su base annua a gennaio.
Tra gli
annunci societari in Europa,
Rheinmetall prevede una crescita delle vendite fino al 45% quest'anno, con l'azienda tedesca che ha messo in vendita le sue attività automobilistiche civili e ora si concentrerà esclusivamente sulla fornitura di sistemi per le forze armate. La casa automobilistica tedesca
Porsche, controllata da
Volkswagen, prevede un aumento del suo margine operativo quest'anno, mentre si riprende da un turbolento 2025. La svizzera
Avolta ha
alzato il dividendo e annunciato un nuovo buyback dopo aver chiuso il 2025 in crescita. A Piazza Affari focus sulle banche, dopo che i CdA di
Banca Monte dei Paschi di Siena e
Mediobanca hanno
approvato il progetto di fusione per incorporazione di Mediobanca in MPS, con un rapporto di concambio di 2,45 azioni MPS per ogni Mediobanca.
Nessuna variazione significativa per l'
euro / dollaro USA, che scambia sui valori della vigilia a 1,162. L'
Oro mantiene la posizione sostanzialmente stabile su 5.192,3 dollari l'oncia. Pioggia di acquisti sul
petrolio (Light Sweet Crude Oil), che mostra un guadagno del 2,32%.
Sui livelli della vigilia lo
spread, che si mantiene a +69 punti base, con il
rendimento del BTP decennale che si posiziona al 3,57%.
Tra i listini europei preda dei venditori
Francoforte, con un decremento dell'1,12%, sottotono
Londra che mostra una limatura dello 0,63%, e deludente
Parigi, che si adagia poco sotto i livelli della vigilia.
A
Piazza Affari, il
FTSE MIB è in calo (-0,81%) e si attesta su 44.838 punti; sulla stessa linea, perde terreno il
FTSE Italia All-Share, che retrocede a 47.333 punti, ritracciando dello 0,81%. In frazionale calo il
FTSE Italia Mid Cap (-0,59%); con analoga direzione, poco sotto la parità il
FTSE Italia Star (-0,43%).
Tra i
best performers di Milano, in evidenza
Mediobanca (+2,72%),
Banca MPS (+1,37%) e
BPER Banca (+0,58%).
Le peggiori performance, invece, si registrano su
Unicredit, che ottiene -2,08%. Si concentrano le vendite su
Leonardo, che soffre un calo dell'1,76%. Fiacca
Azimut, che mostra un piccolo decremento dell'1,47%. Discesa modesta per
Intesa Sanpaolo, che cede un piccolo -1,38%.
Tra i protagonisti del FTSE MidCap,
Carel Industries (+5,18%),
Comer Industries (+1,34%) e
Pharmanutra (+1,14%).
Le più forti vendite, invece, si manifestano su
Ascopiave, che prosegue le contrattazioni a -4,01%. Vendite su
Cementir, che registra un ribasso del 3,15%. Seduta negativa per
Ariston Holding, che mostra una perdita del 2,21%. Sotto pressione
Danieli, che accusa un calo del 2,05%.