(Teleborsa) - Segno meno per il listino di
Tokyo, in una sessione caratterizzata da ampie vendite, con il
Nikkei 225 che accusa una discesa dello 0,97%, come per
Shenzhen, che perde lo 0,69%.
Seduta caratterizzata da una nuova impennata dei
prezzi del petrolio che hanno superato brevemente la soglia psicologica dei 100 dollari al barile. Il
Brent è salito fino a
101,59 dollari prima di stabilizzarsi intorno a 99 dollari (+7,6%), mentre il
WTI è cresciuto del 6,8% a 91,93 dollari.
L'escalation è stata alimentata dai crescenti segnali di interruzione delle
forniture legati al
conflitto tra Iran, Stati Uniti e Israele, giunto al suo tredicesimo giorno: due petroliere internazionali sono state colpite nel Golfo Persico settentrionale, tra Iraq e Kuwait, finendo in fiamme. Parallelamente, l’
Oman ha evacuato per precauzione il terminal di esportazione di
Mina Al Fahal, mentre la
Cina ha bloccato le esportazioni di carburante raffinato per garantire il fabbisogno interno.
In ribasso
Hong Kong (-1,01%); sulla stessa linea, in rosso
Seul (-0,76%).
Leggermente negativo
Mumbai (-0,59%); come pure, in discesa
Sydney (-1,4%).
Giornata fiacca per l'
euro contro la valuta nipponica, che passa di mano con un trascurabile -0,18%. Sostanzialmente appiattita sui valori precedenti la seduta dell'
euro nei confronti della divisa cinese, che sta facendo un moderato -0,02%. Seduta trascurata per l'
euro contro il dollaro hongkonghese, che mostra un timido -0,17%.
Il rendimento dell'
obbligazione decennale giapponese scambia 2,18%, mentre il rendimento per il
titolo di Stato decennale cinese è pari 1,82%.