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Dazi, Yakkyo: nessun impatto sui margini. Ricavi USA +26% nel primo semestre

Finanza
Dazi, Yakkyo: nessun impatto sui margini. Ricavi USA +26% nel primo semestre
(Teleborsa) - Yakkyo, PMI innovativa che si occupa di sviluppare soluzioni software integrate per il processo di dropshipping e vendita wholesale di prodotti di terzi, che ha sviluppato una suite basata su intelligenza artificiale per assistere i propri clienti nelle attività di vendita online, rende noto, in relazione ad alcune recenti notizie riguardanti l’impatto delle misure tariffarie sui margini della Società, che "il quadro regolamentare statunitense è già stato pienamente recepito dal proprio modello operativo e non sta determinando pressioni sulla marginalità".

La sospensione del regime de minimis statunitense per le spedizioni di basso valore provenienti dalla Cina e da Hong Kong, entrata in vigore il 2 maggio 2025, spiega la società, "rappresenta una misura operativa da oltre un anno e non un elemento di recente introduzione. Nonostante il nuovo quadro tariffario, Yakkyo ha continuato a registrare una significativa crescita negli Stati Uniti".

Nel 2025 la Società ha registrato ricavi pari a circa €19,4 milioni, in crescita del 54,4%, con un EBITDA di circa €1,9 milioni, +56%, e un EBITDA margin passato dal 9,0% al 9,4%. Nel primo semestre 2026 i ricavi preliminari hanno raggiunto €11,6 milioni, +26%, mentre gli ordini dropshipping sono cresciuti del 56%, a 559 mila unità.

"Con riferimento al nuovo dazio forfettario di 3 euro sulle spedizioni di basso valore nell’Unione Europea, in vigore dal 1° luglio 2026, la Società precisa che la misura non determina un impatto diretto sulla marginalità di Yakkyo. Il modello operativo della Società prevede infatti che Yakkyo non venda direttamente i prodotti al consumatore finale, ma fornisca ai propri clienti servizi e soluzioni integrati per la gestione del processo di dropshipping. Gli eventuali oneri tariffari vengono pertanto ribaltati sul cliente finale e non rappresentano un costo a carico della Società".

La composizione geografica delle spedizioni "conferma inoltre la limitata esposizione al provvedimento: oltre il 60% delle spedizioni B2B2C è destinato agli Stati Uniti, mentre l’Europa rappresenta circa il 20% dei volumi".

La Società, conclude la nota, "continuerà a monitorare l’evoluzione del quadro tariffario internazionale, proseguendo nel percorso di
crescita e sviluppo della propria piattaforma tecnologica".
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