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Utilities, Equita: sale il rischio regolatorio con ipotesi di un price-cap sul gas

Energia, Finanza
Utilities, Equita: sale il rischio regolatorio con ipotesi di un price-cap sul gas
(Teleborsa) - Secondo un'analisi di Equita, "sale il rischio regolatorio come conseguenza della crisi energetica e dei nuovi picchi di prezzo gas ed elettrico". Come riportato da Repubblica nel weekend, secondo il ministro Pichetto Fratin "l'Italia è pronta anche alla procedura di infrazione EU nell'approvazione di misure contro il caro energia", mentre a livello comunitario "sale la pressione per l'introduzione di tassazioni straordinarie sugli extra-profitti delle società energetiche", al momento non in agenda.

"Lo snodo principale per il Governo italiano sembra essere la proposta di applicazione di un price-cap al prezzo del gas destinato alla produzione di energia elettrica", scrive Equita, ricordando che la misura è "già formalizzata da ARERA in un documento di consultazione (DCO) pubblicato a giugno" e agisce "sulla componente costo gas, anziché sulla componente ETS (vietato dalla EU)".

Secondo quanto indicato dal ministro, "l'EU potrebbe accettare un price-cap ad 80 €/MWh, valore tuttavia inverosimile, che consentirebbe comunque fluttuazioni del prezzo elettrico a 200 €/MWh (attualmente a 220-230 €/MWh)". Gli analisti ritengono che "l'intenzione del Governo potrebbe essere quella, invece, di negoziare valori più vicini ai 40 €/MWh, sulla scia delle misure approvate dal Governo spagnolo durante il 2022".

"Un massimale a 40 €/MWh per il gas destinato alla generazione, si tradurrebbe in un prezzo elettrico di ca. 120 €/MWh, comunque superiore alle ipotesi dei piani strategici delle società elettriche nel medio termine (da 85€/MWh di Enel ai 100 €/MWh delle multi-utilities), ma significativamente inferiori ai prezzi attuali sulle curve fino al primo trimestre del 2027". Nel caso in cui la soglia fosse questa, "si tratterebbe di un rischio contenuto per le società elettriche, sia per l'elevato livello di coperture già effettuate sul 2027 (tra 60-85% a seconda della società con prezzi di copertura intorno ai 100-110 €/MWh), sia perché un CAP a quei livelli consentirebbe comunque di incamerare prezzi superiori alle attuali assunzioni di medio termine".

"Il rischio per le società energetiche è più relativo alla componente Debito", avverte Equita: "le società di Generazione e Retail soffrono invece gli effetti negativi indiretti sulla gestione del circolante (aumento dei costi di procurement commodities, unpaid bills in aumento, dilazioni sugli incassi bollette e, per alcune componenti degli hedge, anche la liquidità necessaria ai collaterali a garanzia)".

Per Equita "l'incertezza attuale e il potenziale rischio sul deterioramento del BS, uniti al rialzo dei tassi, sono quindi complessivamente negativa per il settore, con minori effetti sulle società regolate (Terna, Snam, Italgas, Ascopiave, Acea) e maggiori per le società energetiche e retail (Enel, A2A, Iren, Hera)".
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