(Teleborsa) -
Bilancio positivo per le Borse europee, Piazza Affari compresa, con il
petrolio in calo mentre i negoziatori statunitensi e iraniani starebbero valutando un accordo graduale che preveda la riapertura dello Stretto di Hormuz da parte di Teheran; intanto, i consiglieri del presidente Trump soppesano le ripercussioni di un divieto temporaneo sulle esportazioni statunitensi di diesel.
Sul fronte geopolitico, gli
incontri tra Xi e Trump a Washington hanno finora prodotto pochi risultati concreti, sebbene ulteriori dettagli potrebbero emergere oggi con la partenza di Xi dagli Stati Uniti, dato che spesso i resoconti ufficiali vengono diffusi al termine delle visite. Secondo l'agenzia di stampa statale cinese Xinhua, Xi ha sollecitato Trump a modificare la posizione ufficiale su Taiwan, passando dalla formula secondo cui gli USA "non sostengono" l'indipendenza a quella secondo cui gli USA vi "si oppongono".
Sul
fronte macroeconomico, in Germania l'indice GfK sulla
fiducia delle famiglie di ottobre è sceso oltre le attese a -30,6 punti da -26,8, confermando l'ipotesi di un rafforzamento non immediato dei consumi interni; nel Regno Unito lo stesso indice riferito a settembre ha segnato un rialzo a -13 punti dal -14 precedente, contro attese di flessione.
Tra le
banche centrali, in
Svezia la Riksbank ha mantenuto invariato il tasso di riferimento all'1,75%, come ampiamente previsto, ma ha rivisto al rialzo la traiettoria dei tassi, che ora prevede un incremento prima della fine dell'anno. In
Norvegia, la Norges Bank ha alzato il tasso di riferimento di 25 punti base, portandolo al 4,50%; si è trattato di un rialzo dai toni leggermente dovish, poiché il comitato ha dichiarato di essere pronto a un ulteriore aumento del tasso, qualora fosse necessario. In
Svizzera, la SNB ha mantenuto invariato il tasso di riferimento allo 0%, come ampiamente previsto. Sul fronte
BCE, il mercato ha ridotto marginalmente le aspettative di un rialzo già nella riunione di ottobre dopo i commenti del membro del Consiglio direttivo Dimitar Radev, che ha invitato a valutare gli effetti delle misure già adottate pur mantenendo un approccio dipendente dai dati.
Rimane alta l'attenzione sul
settore bancario: il consiglio di amministrazione di
MPS ha
inserito all'ordine del giorno dell'assemblea degli azionisti del 29 ottobre la votazione sulla fusione con
Mediobanca;
Credit Agricole e
UniCredit hanno recentemente preso in considerazione un possibile intervento congiunto su
Banco BPM nell'ambito di un piano che prevedrebbe un break-up della banca tra i due gruppi, ha scritto Reuters;
Banca Ifis ha
nominato Raffaele Zingone AD a seguito delle dimissioni di Frederik Geertma, dopo aver ricevuto da Banca d'Italia la "piena e incondizionata" autorizzazione alla fusione per incorporazione di illimity Bank, con l'Autorità che ha richiesto l'adozione di un piano di rimedio prudenziale e avviato due procedimenti sanzionatori.
Spunti anche nel
settore infrastrutture, con il CdA di
Trevi che ha giudicato non congruo dal punto di vista finanziario il corrispettivo dell'OPA volontaria totalitaria lanciata da
Webuild e ha ritenuto l'offerta non conveniente per gli azionisti della società; intanto
ICOP, l'altro pretendente su Trevi, ha
siglato un accordo non vincolante per l'acquisizione del 51% di Ediltunnel.
Per quanto riguarda il
debito, stasera è attesa la revisione del rating sovrano dell'Italia da parte di
Moody's. Ieri sera il Tesoro italiano ha
annunciato che venderà fino a 8 miliardi di euro di BTP e CCTeu in un'asta prevista per il 29 settembre, mentre oggi
ha detto che
dal 19 al 23 ottobre si terrà la nuova offerta retail, un titolo BTP Valore dual tranche della durata di 5 anni (un titolo ha le caratteristiche classiche del BTP Valore, cioè cedola trimestrale con un meccanismo step-up, mentre l'altro - chiamato "BTP Valore Insieme" - prevede il pagamento di una cedola unica corrisposta al risparmiatore alla data di scadenza del titolo).
Leggera crescita dell'
euro / dollaro USA, che sale a quota 1,141. L'
Oro prosegue gli scambi con guadagno frazionale dello 0,61%. Il
Petrolio (Light Sweet Crude Oil) crolla del 2,29%, scendendo fino a 92,44 dollari per barile.
Torna a scendere lo
spread, attestandosi a +92 punti base, con un calo di 2 punti base, mentre il
rendimento del BTP a 10 anni si attesta al 4,53%.
Tra gli indici di Eurolandia buoni spunti su
Francoforte, che mostra un ampio vantaggio dello 0,76%, sostanzialmente tonico
Londra, che registra una plusvalenza dello 0,28%, e guadagno moderato per
Parigi, che avanza dello 0,22%.
Seduta positiva per il
listino milanese, che mostra un guadagno dell'1,01% sul
FTSE MIB, interrompendo la serie di tre ribassi consecutivi, iniziata martedì scorso; sulla stessa linea, giornata di guadagni per il
FTSE Italia All-Share, che continua la giornata a 54.673 punti. Leggermente positivo il
FTSE Italia Mid Cap (+0,6%); consolida i livelli della vigilia il
FTSE Italia Star (-0,07%).
Tra le
migliori azioni italiane a grande capitalizzazione, ben impostata
Unicredit, che mostra un incremento del 2,53%. Tonica
Banco BPM che evidenzia un bel vantaggio del 2,53%. In luce
Prysmian, con un ampio progresso del 2,41%. Andamento positivo per
BPER Banca, che avanza di un discreto +2,38%.
Le peggiori performance, invece, si registrano su
Tenaris, che ottiene -2,17%. Soffre
Amplifon, che evidenzia una perdita dell'1,51%. Piccola perdita per
ENI, che scambia con un -1,5%. Tentenna
Ferrari, che cede l'1,43%.
In cima alla classifica dei titoli a media capitalizzazione di Milano,
GVS (+4,43%),
Technoprobe (+4,21%),
Safilo (+3,84%) e
Moltiply Group (+2,43%).
Le più forti vendite, invece, si manifestano su
Banca Ifis, che prosegue le contrattazioni a -11,06%. Preda dei venditori
Ferragamo, con un decremento del 3,61%. Si concentrano le vendite su
NewPrinces, che soffre un calo del 2,64%. Vendite su
D'Amico, che registra un ribasso dell'1,79%.