Teleborsa utilizza cookie, anche di terze parti, e tecnologie simili per gestire, migliorare e personalizzare la tua esperienza di navigazione del sito. Per maggiori informazioni su come utilizzare e gestire i cookie, consulta la nostra Informativa sui cookie.
Chiudendo questa notifica dichiari di aver preso visione e di ACCETTARE LA PRIVACY E I COOKIE DI TELEBORSA.

 
Martedì 22 Maggio 2018, ore 07.56
Azioni Milano
A B C D E F G H I J K L M N O P Q R S T U V W X Y Z

Il male minore

Mercati poco gratificanti, ma è meglio di un crash

Alessandro Fugnoli
Alessandro Fugnoli
Strategist ed esperto in economia, fa parte dal 2010 del team Kairos Partners SGR come responsabile de "Il Rosso e il Nero"
1 2 3 »
Tra le tante prove che siamo in un clima profondamente diverso rispetto all'anno scorso c'è il fatto che si parla molto meno del futuro. Dove sono finiti il tramonto dei combustibili fossili, la crisi finale della grande distribuzione, l'internet delle cose, l'auto elettrica che si guida da sola, le stampanti 3D e l'uso e abuso del concetto di disruption per indicare rivoluzioni tecnologiche così radicali da comportare la chiusura imminente di interi settori produttivi e la sopravvivenza limitata a pochi audaci innovatori?

Questo 2018, che pure include un gennaio che ha portato al suo punto più alto lo spirito del 2017, celebra i fasti del vecchio e inquinante petrolio, della moribonda grande distribuzione (con titoli come Macy's in rialzo del 20 per cento), del dollaro sul viale del tramonto, dell'indice delle materie prime (molte delle quali in uso fin dal Neolitico). Quanto invece agli innovatori, con la vistosa eccezione di Amazon, il clima è di diffuso scetticismo. Chi centra gli obiettivi o li supera non viene degnato di attenzione, chi li manca viene punito con severità.

La rotazione dal futuro al passato è tipica dei bear market. Lo scoppio della bolla di Internet, nel 2000, si accompagnò a un rialzo dei titoli delle materie prime. Il 2008 fu diverso, perché la bolla che era stata creata negli anni precedenti era stata su un classico settore della vecchia economia, le case. Questa volta si ritorna alla tradizione.

Che la correzione avvenga anche attraverso rotazione è positivo, perché una parte rilevante del mercato è investita oggi in prodotti indicizzati. Gli incidenti che si produssero nei ribassi del 2000 e del 2008, quando la finanza che si era sbilanciata troppo sulla tecnologia e sulle case fece da moltiplicatore della crisi, non dovrebbero prodursi questa volta.
1 2 3 »
Altri Top Mind
Commenti
Nessun commento presente.
Per inserire stili HTML nel commento seleziona una parola o una frase e fai click sull'icona corrispondente.