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300 anni dopo, prima la Crimea, ora la Scozia

Guido Salerno Aletta
Guido Salerno Aletta
Editorialista dell'Agenzia Teleborsa
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L'estensione a nord-est della Unione Europea, che è stata determinata dall'accoglimento dei paesi ex-comunisti e che sta ancora caratterizzando le attuali dinamiche espansive, viste le relazioni di amicizia che sono state intessute di recente con la Ucraina al di là della vicenda crimeana, risponde ad un quadro più aderente alla strategia americana volta a confinare la Russia ed al favore con cui la Germania guarda alla possibilità di acquisire sempre nuovi mercati territorialmente contigui e naturalmente nuove terre agricole da sfruttare, piuttosto che ad un disegno politico che favorisca l'Inghilterra

Il motivo per cui l'Inghilterra si sente progressivamente estranea all'Europa è identico al sentimento che anima gli scozzesi indipendentisti: così come le logiche politiche ed economiche che muovono l'Unione europea sono progressivamente asimmetriche rispetto ai bisogni dei cittadini europei, perché prevalgono interessi strategici, finanziari e politici internazionali, così a sua volta la politica dell'Inghilterra è sentita estranea agli interessi della Scozia.

C'è quindi un ulteriore elemento di tensione: se l'Inghilterra è egemonizzata per via politica dall'asse atlantico, con gli USA, per via economica è dominata dagli interessi della City londinese. Ciò determina una ulteriore fragilità, stavolta nei confronti degli USA: Londra ha interesse a far lavorare i capitali del mondo intero, e si muove in diretta competizione con Wall Street. Le relazioni con il mondo arabo sono talmente intense che ad un certo momento la capitale inglese è stata soprannominata Londistan. Più di recente, visti i tanti capitali russi in arrivo, il suffisso è virato in Londongrado.

Il fatto è che la City ha bisogno di spazi di manovra ben più ampi di quelli coerenti con le strategie geopolitiche: ha addirittura sfidato Wall Street, nei rapporti con le autorità cinesi, in un progetto di transizione dello yuan verso la piena convertibilità internazionale. Una iniziativa che sicuramente ha infastidito chi conta sulla eccezione americana, fondata sul dollaro prima ancora che sul Pentagono.

Sono equilibri globali nuovi, quelli delineati agli estremi geografici del continente europeo. La Crimea è tornata alla Russia, come tre secoli fa, per mantenere la propria identità: ma Mosca è stata messa alle strette e si può costruire così un nuovo Muro. Se la Scozia sceglierà l'autonomia, facendo marcia indietro rispetto alla scelta di tre secoli fa, per ritrovare la propria identità, Londra perderà un altro pezzo. Finito l'Impero, anche il Regno Unito traballerebbe: il Patto Atlantico va avanti?



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