Martedì 24 Novembre 2020, ore 13.14
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Le Banche Europee? Troppo lente

Congelano la liquidità ricevuta dalla BCE e finanziano con esasperante lentezza le imprese

Guido Salerno Aletta
Guido Salerno Aletta
Editorialista dell'Agenzia Teleborsa
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E già! Quando ci sono situazioni di crisi, sono gli Stati che devono provvedere, che si devono indebitare senza sosta per erogare sussidi a destra ed a manca. Per fronteggiare la gravissima situazione determinatasi per via della pandemia di Covid-19, lo scorso inverno, sono intervenuti anche per garantire il fabbisogno di liquidità delle imprese. Pronte a tutto, le banche, purché i rischi se li accolli qualcun altro!

La BCE, da quando c'è la crisi, non fa altro che immettere liquidità: in primo luogo eroga prestiti alle banche, denaro a tre anni su cui pratica un tasso negativo (-1%). Le banche restituiscono dunque meno denaro di quanto hanno preso a prestito. In secondo luogo, la BCE acquista sul mercato titoli del debito pubblico che iscrive pertanto come attivi nel proprio portafoglio: in questo caso, la liquidità è immessa "a titolo definitivo".



Andamento della liquidità offerta nell'ambito di operazioni di mercato aperto e liquidità in eccessoPer quanto riguarda la liquidità a tre anni, a giugno scorso, ben 742 banche europee hanno partecipato all'asta TLTRO III (operazioni di rifinanziamento a più lungo termine), per un totale record di 1.310 miliardi di euro. Successivamente, sono state effettuate ulteriori aste che hanno erogato liquidità per 541,5 miliardi di euro.

Per quanto riguarda la immissione di liquidità a titolo definitivo, il portafoglio della BCE è arrivato a 3.085,8 miliardi, grazie al proseguimento degli acquisti netti nell'ambito dei titoli di Stato con il PSPP (Public Sector Purchase Program), e con il PEPP (Pandemic Emergency Purchase Program) e con il CSPP (Corporate Sector Purchase Programme).

Ma a fronte di queste immissioni di liquidità da parte della BCE, è aumentata anche la liquidità in eccesso: le banche non usano il denaro che hanno preso all'asta, ma lo tengono fermo come "liquidità in eccesso": tra maggio e luglio, l'aumento di questa liquidità in eccesso da parte delle banche è stato di 509,8 miliardi di euro, arrivando in totale a 2.363,6 miliardi. In dettaglio, i depositi bancari presso l'Eurosistema sono cresciuti di 437,5 miliardi di euro, arrivando a 2.033,1 miliardi per i conti correnti eccedenti gli obblighi di riserva; sono cresciuti di 72,3 miliardi di euro, per un totale di 330,5 miliardi, i depositi presso la Banca Centrale. Tengono congelata questa immensa quantità di denaro, su cui non pagano ma ricevono interessi.
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