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Ritorno al Passato

Samarcanda, la riunione della SCO riporta indietro di secoli l'orologio della Storia

Guido Salerno Aletta
Guido Salerno Aletta
Editorialista dell'Agenzia Teleborsa
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La morte della Regina Elisabetta d'Inghilterra chiude un'Epoca per l'Occidente, quella degli Imperi europei che fino alla Prima Guerra Mondiale tenevano in pugno il mondo intero, fatta eccezione per gli Imperi Ottomano, di Russia, Cina e Giappone.

Anche l'Impero americano, che ha ereditato come potenza marittima globale il ruolo decisivo di quello britannico, sembra aver perso la presa sullo sterminato continente asiatico: a Samarcanda, città mitica della Via della Seta, si sono incontrati i leader della Shanghai Cooperation Organisation, creata su iniziativa della Cina per rinnovare con la iniziativa denominata One Road, One belt i fasti dell'epoca in cui dominava il commercio dall'Asia verso l'Europa. Oltre ai Cinque fondatori, Cina, Russia, Pakistan, India ed Uzbekistan, che ha ospitato l'evento, erano presenti in qualità di osservatori l'Afghanistan, la Mongolia, la Bielorussia e l'Iran di cui è stata accettata la domanda di adesione, oltre ad una serie di partner di dialogo: Sri Lanka, Turchia, Cambogia, Nepal, Azerbaigian e Armenia. Fatti i conti, erano presenti i rappresentanti di Paesi che mettono insieme il quaranta per cento della popolazione ed un quarto del PIL mondiale.

Il carattere regionale e soprattutto geopolitico che ha assunto la SCO, per di più con questa sempre più ampia partecipazione, avrebbe fatto rabbrividire il geografo inglese Mackinder, il teorizzatore dell'Heartland asiatico come cuore pulsante del dominio geopolitico del mondo intero. Secoli di iniziative inglesi volte ad insinuarsi in Oriente, dall'Irak alla Persia, dall'India all'Afghanistan, combattendo ben due guerre dell'oppio contro la Cina per chiuderla ai commerci marittimi prendendo la città fluviale di Hong Kong così come in mani straniere erano Shanghai, Macao e Nanchino.



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