(Teleborsa) -
Le Borse europee riducono le perdite nel corso della seduta e chiudono sui massimi di giornata, benché sotto la parità, dopo che la
dichiarazione del G7 ha attenuato alcune preoccupazioni sulle forniture di petrolio. "Continueremo a monitorare attentamente la situazione e gli sviluppi nei mercati energetici e ci incontreremo quando necessario per scambiare informazioni e coordinarci all'interno del G7 e con i partner internazionali -
hanno detto i ministri delle finanze del G7 - Siamo pronti ad adottare le misure necessarie, anche per sostenere l'approvvigionamento energetico globale, come lo svincolo delle scorte".
Alla chiusura dei mercati europei il petrolio West Texas Intermediate (
WTI) mostrava un rialzo di quasi il 5% a quota 95,4 dollari al barile, dopo un precedente rialzo di circa il 30% fino a 119 dollari al barile, raggiungendo livelli record da metà 2022. I prezzi sono aumentati a causa del
taglio delle forniture da parte di alcuni importanti produttori e dei
timori di prolungate interruzioni. Lo Stretto di Hormuz, attraverso il quale passa circa un quinto del petrolio e del gas naturale liquefatto mondiale, è infatti praticamente chiuso.
Intanto, il presidente statunitense
Donald Trump ha dichiarato di essere
"lontano" dal decidere se inviare truppe statunitensi in Iran per mettere in sicurezza le scorte di uranio altamente arricchito presenti. "Non abbiamo ancora preso alcuna decisione in merito. Non ci siamo nemmeno vicini", ha dichiarato Trump al New York Post quando gli è stato chiesto delle presunte discussioni tra Israele e Stati Uniti sull'eventuale invio di forze speciali in Iran per sequestrare e mettere in sicurezza il materiale.
Il pericolo di un'inflazione alimentata dai prezzi dell'energia ha portato i mercati a scommettere che la
prossima mossa della Banca centrale europea (BCE) sui tassi potrebbe essere al rialzo, possibilmente già a giugno. Le aspettative di mercato sulle prossime mosse di Francoforte ora
includono due rialzi entro la fine dell'anno.
Lieve aumento per l'
euro / dollaro USA, che mostra un rialzo dello 0,36%. Vendite diffuse sull'
oro, che continua la giornata a 5.107,8 dollari l'oncia. Pioggia di acquisti sul
petrolio (Light Sweet Crude Oil), che mostra un guadagno del 4,83%.
Aumenta di poco lo
spread, che si porta a +76 punti base, con un lieve rialzo di 1 punti base, con il
rendimento del BTP a 10 anni pari al 3,62%.
Tra i listini europei seduta negativa per
Francoforte, che mostra una perdita dello 0,77%, giornata fiacca per
Londra, che segna un calo dello 0,34%, e sotto pressione
Parigi, che accusa un calo dello 0,98%.
Sessione debole per il
listino milanese, che termina con un calo dello 0,29% sul
FTSE MIB; sulla stessa linea, cede alle vendite il
FTSE Italia All-Share, che chiude a 46.478 punti. Pesante il
FTSE Italia Mid Cap (-1,6%); con analoga direzione, negativo il
FTSE Italia Star (-1,16%).
In cima alla classifica dei titoli più importanti di Milano, troviamo
Leonardo (+6,58%),
Saipem (+4,78%),
Nexi (+3,09%) e
ENI (+2,29%).
Le peggiori performance, invece, si sono registrate su
Brunello Cucinelli, che ha chiuso a -3,81%. Scivola
Stellantis, con un netto svantaggio del 3,00%. In rosso
Hera, che evidenzia un deciso ribasso del 2,90%. Spicca la prestazione negativa di
Ferrari, che scende del 2,19%.
Al Top tra le azioni italiane a
media capitalizzazione,
Alerion Clean Power (+6,67%),
D'Amico (+3,68%),
WIIT (+3,05%) e
Avio (+2,74%).
I più forti ribassi, invece, si sono verificati su
Brembo, che ha archiviato la seduta a -5,13%. Tonfo di
Ariston Holding, che mostra una caduta del 4,25%. Lettera su
Sanlorenzo, che registra un importante calo del 4,08%. Scende
MFE A, con un ribasso del 3,90%.