S&P in rosso dopo i record con focus su dati macro e Medio Oriente
La seduta
(Teleborsa) - Seduta debole a Wall Street, dopo che ieri l'indice di riferimento S&P 500 ha chiuso a un livello record in scia a dati contenuti sull'inflazione e sui prezzi alla produzione, che hanno attenuato i timori di un rialzo dei tassi di interesse a settembre da parte della Federal Reserve.
Resta alta l'attenzione sul fronte geopolitico, con il transito attraverso lo Stretto di Hormuz che è quasi bloccato dopo l'attacco a due navi e la dichiarazione degli Stati Uniti di poter mantenere un blocco navale contro l'Iran a tempo indeterminato. Il Segretario al Tesoro Scott Bessent ha anche detto che gli USA applicheranno "misure mai viste prima nella storia dell'isolamento economico di un paese".
Tra i dati macroeconomici, le vendite al dettaglio negli Stati Uniti hanno registrato un calo inaspettato a luglio, dopo i recenti forti aumenti alimentati dagli ingenti rimborsi fiscali (-0,6% su mese a luglio, dopo un aumento non rivisto dello 0,2% a giugno e contro attese per un leggero aumento dello 0,1%); ad agosto la fiducia dei consumatori statunitensi ha subito un calo a causa dei timori relativi all'aumento del costo della vita legato al conflitto in Medio Oriente, secondo il sondaggio dell'Università del Michigan.
Tra le notizie societarie, Applied Materials ha previsto ricavi per il quarto trimestre superiori alle stime degli analisti, mentre Reddit entrerà nell'indice S&P 500 a partire dal 18 agosto.
Per quanto riguarda le dichiarazioni dei banchieri centrali, Austan Goolsbee (Fed di Chicago) ha dichiarato che gli ultimi dati sull'inflazione statunitense sono stati "leggermente migliori" e che si è detto fiducioso che l'inflazione possa continuare a migliorare; Beth Hammack (Fed di Cleveland) a ribadito la sua convinzione che sia necessario un aumento dei tassi di interesse e ha affermato che la Fed deve agire ora per tenere sotto controllo l'inflazione. In giornata sono attesi commenti dalla presidente ad interim della Federal Reserve di Atlanta, Cheryl Venable.
Sul fronte commerciale, il presidente Trump ha annunciato l'imposizione di nuovi dazi sulle importazioni di droni e componenti, sostenendo che il Paese è "troppo dipendente" dai fornitori esteri. Le misure prevedono dazi del 100% sui droni di grandi dimensioni, del 25% su quelli più piccoli, del 15% su droni e componenti provenienti da UE, Giappone, Corea del Sud, Svizzera, Taiwan e Liechtenstein e del 10% sulle importazioni dal Regno Unito.
Guardando ai principali indici di Wall Street, il Dow Jones sta lasciando sul parterre lo 0,24%, mentre, al contrario, giornata senza infamia e senza lode per l'S&P-500, che rimane a 7.787 punti. Poco sotto la parità il Nasdaq 100 (-0,33%); come pure, sotto la parità l'S&P 100, che mostra un calo dello 0,29%.
Apprezzabile rialzo nell'S&P 500 per i comparti energia (+1,59%) e utilities (+0,56%). Nel listino, i settori sanitario (-0,57%) e informatica (-0,48%) sono tra i più venduti.
Al top tra i giganti di Wall Street, Walt Disney (+1,77%), Chevron (+1,53%), McDonald's (+0,80%) e United Health (+0,60%).
Le peggiori performance, invece, si registrano su Cisco Systems, che ottiene -3,00%. Scivola Salesforce, con un netto svantaggio del 2,08%. Piccola perdita per Amgen, che scambia con un -1,4%. Tentenna Merck, che cede l'1,04%.
Sul podio dei titoli del Nasdaq, Copart (+6,94%), Take-Two Interactive Software (+2,86%), Advanced Micro Devices (+2,77%) e Seagate Technology (+2,66%).
Le più forti vendite, invece, si manifestano su Applied Materials, che prosegue le contrattazioni a -5,74%. Vendite a piene mani su Broadcom, che soffre un decremento del 5,66%. In rosso MicroStrategy Incorporated, che evidenzia un deciso ribasso del 3,73%. Spicca la prestazione negativa di KLA-Tencor, che scende del 3,58%.
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