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Mercoledì 18 Ottobre 2017, ore 20.30
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I delfini di Koons

Per capire quello che succede bisogna guardare alla prossima crisi.

Alessandro Fugnoli
Alessandro Fugnoli
Strategist ed esperto in economia, fa parte dal 2010 del team Kairos Partners SGR come responsabile de "Il Rosso e il Nero"
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Il terzo cavaliere dell’Apocalisse è il livello di indebitamento, globalmente aumentato del 30 per cento rispetto a prima della crisi e in forte crescita proprio nei punti deboli del sistema. Ci accorgiamo poco della cosa perché i tassi a zero hanno reso il servizio del debito molto leggero, ma la vulnerabilità rispetto all’eventualità di tassi reali in aumento è massima, globale e sistemica.

L’inflazione bassa è il quarto grande incubo di molti policy maker, perché aumenta i tassi reali e non sgonfia lo stock di debito esistente. L’inflazione bassa costringe poi le banche centrali a tenere i tassi nominali a zero e rende impossibile abbassarli ulteriormente in caso di ricaduta.

Art Basel. Pagati 2.2 milioni per questo You No Tell – I No Tell di Richard Prince (1987)Visto in questo modo, quindi, il mondo che entrerà nella prossima crisi avrà meno produttività, meno crescita, molto più debito (questa volta anche nei paesi emergenti, anche se si tratta di debito privato) e meno inflazione che nel 2007. I banchieri centrali, dal canto loro, avranno molto meno spazio per tagliare i tassi.

Una volta indossati questi occhiali, molte cose diventano chiare. Le banche centrali vogliono, fortissimamente vogliono, più inflazione. Vogliono anche che questa inflazione cresca più velocemente dei tassi, in modo da rendere i tassi reali sempre più negativi.

Se il mercato accetterà docilmente livelli crescenti di repressione finanziaria bene, altrimenti si procederà d’autorità. A livello europeo sono allo studio misure di azzeramento temporaneo delle cedole sui titoli pubblici mentre la Fed discute l’introduzione di una tassa di uscita per chi vorrà vendere fondi in momenti di crisi di mercato.

Non va visto solo il lato negativo di questo assetto mentale dei policy maker. Il lato positivo è il mantenimento di politiche monetarie che, con la caduta dei tassi reali che l’inflazione renderà possibile, saranno sempre più espansive. La speranza è che i linfociti riprendano a salire, che i figli grandi escano di casa e generino dei nipoti, che le imprese con i macchinari ormai usurati si decidano finalmente a investire.

Pazienza se ci sarà una bolla delle borse (a condizione che non sia così grande da generare troppa volatilità). Pazienza se i detentori di reddito fisso subiranno una repressione finanziaria più dura.

E pazienza se Koons, con i suoi delfini gonfiabili, diventerà sempre più ricco.

(Nell'immagine: Art Basel. Pagati 2.2 milioni per questo You No Tell – I No Tell di Richard Prince (1987))
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