Mercoledì 8 Luglio 2020, ore 16.46
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Il regalino di Natale

Le possibili ragioni della prudenza della BCE

Alessandro Fugnoli
Alessandro Fugnoli
Strategist ed esperto in economia, fa parte dal 2010 del team Kairos Partners SGR come responsabile de "Il Rosso e il Nero"
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Una terza considerazione che può spiegare l'atteggiamento della Bce è che la crescita europea, senza essere strabiliante, è comunque buona e avviata per l'anno prossimo a migliorare ulteriormente. L'effetto della svalutazione dell'euro, come quello di qualsiasi svalutazione, non si dispiega al suo massimo nel primo anno, ma nel secondo e quindi nel 2016.

Di fronte a incognite geopolitiche potenzialmente rilevanti, è poi importante tenere qualche munizione di riserva e non spendere tutto subito, soprattutto in una fase in cui l'Europa sembra uscita dalla recessione. Queste incognite, per inciso, stanno già producendo un effetto espansivo non trascurabile nella politica fiscale di alcuni paesi, tra cui la Francia, che spenderà di più sulla difesa e sulla sicurezza, e la Germania, che rinuncerà al pareggio di bilancio per accogliere i rifugiati.

Natale e designE a proposito di Germania (quarta considerazione) c'è da ricordare il difficile momento attraversato dalla Merkel, scoperta sul suo fianco destro nei confronti di un'Alleanza per la Germania che potrebbe vedere un notevole aumento dei suoi consensi elettorali nelle prossime consultazioni regionali. Anche qui, guardiamoci negli occhi. Preferiamo una Merkel che è il massimo dell'europeismo che la Germania può esprimere oggi o vogliamo Schaeuble al suo posto con una linea sempre europeista, ma molto più rigida? A volte tendiamo tutti a dimenticare che quello che piace al mondo e a noi mediterranei, una Bce ultraespansiva, è esattamente quello che non piace per nulla a molti elettori tedeschi.

Detto questo, rimane il mistero di una Bce che ha alzato le aspettative a ridosso della riunione di oggi e poi ha lasciato un retrogusto amaro in quello che ha alla fine deciso. La spiegazione può essere forse cercata in un'America che giusto negli ultimi giorni sembra avere rotto gli indugi su un rialzo dei tassi (reso improcrastinabile dalla forza che mostra l'occupazione e dal rapido esaurirsi delle risorse inutilizzate) proprio mentre alcuni dati di sentiment rilevati tra i consumatori e le imprese mostrano una certa perdita di slancio.
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