Venerdì 14 Agosto 2020, ore 19.04
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La logica della guerra

La precettazione di banche centrali e mercati

Alessandro Fugnoli
Alessandro Fugnoli
Strategist ed esperto in economia, fa parte dal 2010 del team Kairos Partners SGR come responsabile de "Il Rosso e il Nero"
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Non bisogna pensare che poiché Trump è divisivo, mezza America e una buona parte del deep state non lo seguiranno mai sulla strada della guerra strategica. L'America è pronta a lacerarsi di nuovo violentemente sull'aborto e su un'infinità di altre questioni, ma sulla Cina il ricompattamento è impressionante e va dal senatore Schumer, il più autorevole democratico del Congresso, al Pentagono (finché non c'è da sparare) e al deep state tutto.

E la Fed? Il board della Fed è per metà democratico e per l'altra metà repubblicana è comunque tiepidissimo verso Trump, per non parlare dello spirito di corpo che unisce tutti nel chiudersi a riccio verso la Casa Bianca. Ma la storia di tutte le guerre, fredde o calde, mostra che le banche centrali, nate da una costola del Tesoro del Principe, ufficio del Tesoro tornano a essere in tempo di guerra. E così come il Tesoro precetta la banca centrale, così questa precetta la curva dei rendimenti, il tasso reale e la borsa, in una parola i mercati.

Il rialzo dei tassi di dicembre è stato il canto del cigno della Fed. Da qui in avanti, se persiste lo scontro con la Cina, alzare i tassi sarà antipatriottico e abbassarli sarà un dovere. I tassi nominali e reali più bassi daranno una forte rete di protezione alle borse ed è per questo che restiamo investiti anche in questa fase di turbolenza.

Per il resto, segnaliamo che con l'entrata in lizza del sindaco de Blasio sono ora 23 i candidati democratici alla Casa Bianca. Di questi uno solo è centrista, Joe Biden. I mercati sono tranquilli perché Biden è in testa ai sondaggi per le primarie con il 30 per cento delle preferenze. Non considerano che quasi tutti gli altri, man mano si ritireranno dalla competizione, faranno convergere i loro voti su un rivale di Biden, un radicale che a quel punto avrà a disposizione, a oggi, il 70 per cento dei consensi.

Non è un mondo in cui annoiarsi.
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