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Sabato 14 Dicembre 2019, ore 22.45
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Dalla CECA agli Euro Cecati

Rottamati gli obiettivi della CEE: solidarietà, tutela dell'occupazione e dell'ambiente

Guido Salerno Aletta
Guido Salerno Aletta
Editorialista dell'Agenzia Teleborsa
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La situazione in cui si è venuta a trovare l'ILVA, il secondo polo siderurgico europeo, è sintomatica dell'abbandono di tutti i principi che furono alla base, nel 1951, della cooperazione europea.

E' il risultato del mercatismo: un pasticcio infinito. Siamo in balìa di acquirenti insoddisfatti, di governi senza poteri, di banchieri d'acqua dolce, di sindacati divisi e di popolazioni esasperate, mentre le tutele giurisdizionali vengono assunte nel silenzio delle istituzioni.

Dovrebbero aprire gli occhi coloro che non sanno, ma solo perché essendo troppo giovani non possono ricordare: perché siamo di fronte allo sfacelo degli ideali che portarono alla istituzione della Comunità europea.

Si dovrebbero fare da parte, invece, coloro che tacciono colpevolmente, che seppelliscono senza pietà gli ideali di solidarietà tra gli Stati e di difesa dei Popoli, per incensare il Dio Mercato.

Questi sono i principi e gli obiettivi proclamati nel Trattato di Parigi del 1951, con cui fu istituita la Comunità Europea del Carbone e dell'Acciaio (CECA):

La CECA ha la funzione di:
  1. assicurare che tutti gli utilizzatori del mercato comune si trovino in pari condizioni ed abbiano un eguale accesso alle fonti di produzione;
  2. contribuire all'incremento dell'occupazione ed all'elevazione del livello di vita negli Stati membri;
  3. vigilare sul mantenimento di condizioni che inducano le imprese a perseguire una politica di sfruttamento razionale delle risorse naturali evitandone l'inconsiderato esaurimento;
  4. promuovere, il miglioramento delle condizioni di vita e di lavoro della mano d'opera, consentendone la parificazione verso l'alto;
  5. promuovere lo sviluppo degli scambi internazionali e vigilare sul rispetto di giusti limiti nei prezzi praticati sui mercati esteri.
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