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Sabato 24 Agosto 2019, ore 19.45
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Il fronte interno

Commercio e tecnologia, vincitori e perdenti

Alessandro Fugnoli
Alessandro Fugnoli
Strategist ed esperto in economia, fa parte dal 2010 del team Kairos Partners SGR come responsabile de "Il Rosso e il Nero"
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Se così sarà, si tratterà di un successo tattico per gli Stati Uniti, ma il problema strategico dello squilibrio tra la crescita tecnologica americana e quella cinese resterà intatto. Da una parte la Cina intende diventare leader globale nell'intelligenza artificiale entro il 2025 e sta aprendo alla periferia di Pechino un grande polo interamente dedicato al settore. Sono evidenti, qui, le implicazioni militari e quelle legate alla sicurezza interna. E perché sia chiaro chi comanda, il governo acquista quote e il partito comunista acquisisce seggi nei consigli d'amministrazione delle società tecnologiche.

Dall'altra parte negli Stati Uniti è in corso un conflitto civile sempre più aspro (ancora una volta risulta decisivo il fronte interno) sulla questione dello strapotere di Silicon Valley. La nuova tecnologia (soprattutto la sua componente pop) è fieramente politicizzata e usa aggressivamente le sue piattaforme, dai social network alla stampa controllata, per esercitare influenza politica e fare passare i suoi valori, dalle frontiere aperte al salario di cittadinanza pagato dalla fiscalità generale (cui ben poco contribuisce). Le nuove grandi piattaforme commerciali on line, dal canto loro, assumono sempre di più un profilo di monopsonio e di monopolio. A questo punto la nuova tecnologia si ritrova all'improvviso politicamente isolata, viene attaccata non solo dai tweet quotidiani di Trump ma anche dalla sinistra radicale, dalla distribuzione grande e piccola e da un numero crescente di piccole imprese che si trovano declassate a semplici fornitori delle piattaforme commerciali. È facile pensare che, alla prossima recessione, questo settore sarà al centro degli attacchi populisti di ogni provenienza (anche di establishment) e verrà tassato, regolato e multato esattamente come capitò alle banche dopo il 2008.

L'Europa, dal canto suo, risulta non pervenuta. La Commissione europea ha appena stanziato un'elemosina di 50 milioni per sostenere l'intelligenza artificiale e ha pubblicato 14 paginette di strategia, di cui 12 dedicate a come combattere l'attacco dell'intelligenza artificiale alle libertà civili. Macron, avendo capito che dall'Europa non verrà fuori niente, ha commissionato al matematico macroniano Cédric Villani un piano francese piuttosto articolato e ci investirà un miliardo e mezzo, una cifra dignitosa che però scompare di fronte agli stanziamenti cinesi.
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