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Domenica 20 Ottobre 2019, ore 16.36
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Il Fondo Monetario Internazionale è diventato un problema

In questo gioco alla disinformazione il FMI sta diventando sempre più un problema per gli evidenti errori previsionali

Fabrizio Pezzani
Fabrizio Pezzani
Professore ordinario di Economia Aziendale presso l'Università L. Bocconi. E' autore di libri e pubblicazioni sui temi di governance e controllo delle amministrazioni pubbliche e private e delle relazioni tra economia, etica e società.
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Un recente sondaggio Gallup sulla credibilità e fiducia nei media degli Stati Uniti evidenzia un crollo raggiungendo il punto più basso dal 1972; il crollo della fiducia diminuita del 50% negli ultimi anni viene continuamente alimentata da una guerra mediatica fatta di false informazioni – fake news – che la realtà smentisce rapidamente in un rincorrersi di accuse reciproche.

In questo gioco alla disinformazione il FMI sta diventando sempre più un problema per gli evidenti errori previsionali smentiti dai fatti ma considerati come verità incontrovertibile da media ciechi ed interessati. Il FMI nel tempo è diventato un Organismo Geneticamente Modificato (OGM) e le sue finalità istituzionali di tipo keynesiano definite nel 1945 durante gli accordi di Bretton Wood hanno lasciato la dominanza ad una cultura monetaria staccata dalla realtà ma funzionale ad altri interessi diversi dal "Promuovere la cooperazione internazionale monetaria" (Art. 1).

Il problema era stato sollevato da Strauss Khann alla Brooking Institution di Washington nell'aprile del 2011 esortando il FMI al ritorno di quei principi aiutando Grecia, Portogallo ed Irlanda; incarcerato per un crimine poi dichiarato inesistente aveva dovuto rassegnare le sue dimissioni da presidente dal FMI.

A conferma di quanto sopra, un economista del FMI, Prakash Loungani, ha compiuto ricerche circa l'accuratezza delle previsioni degli analisti-economisti. Utilizzando dati tratti da una pubblicazione chiamata Consensus Forecasts (pubblicata dal Consensus Economics), Loungani ha dimostrato che per oltre tre decenni tra le 150 recessioni registrate solo due sono state previste, il tasso di errore è poi salito al 100% nonostante il continuo aggiornamento dei modelli previsionali.

Paradossalmente avrebbero avuto una maggiore probabilità di previsione affidandosi al testa o croce con una moneta.
Le proiezioni sono fatte con modelli matematici e deterministici applicando allo studio dell'economia, scienza sociale, l'abito mentale di chi studia le scienze esatte in cui ciò che conta è solo il misurabile che rappresenta la minima parte di ciò che serve, come ricordava F. von Hayek nel discorso di accettazione ("La pretesa di sapere") del premio Nobel nel 1974:

"Questa visione ha conseguenze paradossali [...], infatti riguardo al mercato ed alle strutture sociali abbiamo una grande quantità di fatti non misurabili che come tali vengono semplicemente trascurati [...] considerando come rilevante solo ciò che è misurabile che rappresenta la minima parte delle informazioni che servono. Come professione abbiamo combinato un grande pasticcio".

Aveva perfettamente ragione ma rimase inascoltato.
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