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Un MEF europeo senza poteri di borsa e/o di veto

La Commissione europea ha presentato sette proposte che affrontano diversi problemi sul tavolo dell'Unione

Vincenzo Russo
Vincenzo Russo
Ordinario di Scienza delle Finanze presso l'Università La Sapienza, Roma. Autore del blog enzorusso2020
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Che cosa dovrebbe fare il MEFeur lo sintetizza il grafico di p. 2 del documento n. 823 final del 6-12-2017. Sono indicate otto funzioni:
  1. perseguire l'interesse generale dell'economia dell'eurozona (pari all'85% di tutta l'UE) e rappresentarla a livello globale;
  2. rafforzare il coordinamento delle politiche fiscali e sorvegliare il rispetto delle regole economiche, fiscali e finanziarie;
  3. pronunciarsi sull'adeguatezza della politica fiscale dei Paesi MembriEZ a supporto della politica monetaria della BCE;
  4. sorvegliare l'utilizzo degli strumenti, alias, fondi di bilancio dei Paesi MembriEZ, inclusi incentivi per riforme strutturali, misure di stabilizzazione per i Paesi MembriEZ, e quelle per convergenza Paesi Membri non EZ;
  5. riferire al Parlamento europeo;
  6. svolgere l'incarico di Vice Presidente della CE;
  7. presiedere l'Eurogruppo – come noto gruppo informale dei MEFEZ ma molto influente;
  8. sorvegliare il lavoro del FME.
Molte di queste funzioni sono evidenti. Nella versione inglese il documento utilizza quasi sempre il verbo oversees, sorveglia, supervisiona, sovrintende le funzioni di altri che hanno gli strumenti. Perciò mi limito ad un breve commento della seconda e della terza funzione: l'alta difficoltà di attuare il coordinamento da parte di un membro della Commissione che non ha poteri di veto né risorse adeguate, che non ha un vero e proprio bilancio di adeguata dimensione a sua disposizione né potere di indebitamento.

In buona sostanza può fare “moral suasion but no arm twisting”. In assenza di un vero governo europeo e di un vero ministro delle finanze, la terza funzione mira al consolidamento del ruolo egemonico della BCE che resterebbe la massima Autorità non solo in materia di politica monetaria ma anche in politica economica e finanziaria e con uno Statuto che premia solo la stabilità dei prezzi e non menziona l'obiettivo della occupazione. Non si fa alcun riferimento al problema del divieto di indebitamento. Non ultimo, a leggere le argomentazioni a supporto delle funzioni principali di un MEFeur traspare l'idea del culto dell'uniformità, alias, delle buone pratiche da far valere nei confronti di tutti a prescindere da ogni situazione particolare, come se tutti avessero le stesse preferenze per i beni pubblici e gli stessi gusti per quelli privati.

In altre parole, la Commissione EuropeaCommissione Europeainsiste nel prescrivere la ricetta unica quando le malattie, i problemi delle economie degli stessi Paesi MembriEZ sono diversi o si trovano in fasi congiunturali diverse – per non parlare dei Paesi Membri non dell'eurozona che devono comunque convergere o accogliere in toto le regole dei primi senza e senza ma. Senza tener conto l'Unione è comunque un assetto istituzionale decentrato di tipo federale che deve saper conciliare l'unità con le diversità.

L'unico punto che mi sembra positivo nella proposta è il tentativo di salvaguardare il ruolo della Commissione proponendo di ricondurre anche il fondo salva Stati all'interno del diritto comunitario. Come detto sopra, si tratta di proposte e prima di dare un giudizio definitivo bisognerà vedere se saranno accolte dal Consiglio e dal Parlamento europeo e con quali eventuali modifiche.

(Foto: © andreykuzmin / 123RF)
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