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Venerdì 17 Agosto 2018, ore 15.13
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Debito pubblico, legulei, corruzione: il cerchio degli "ignavi"

Fabrizio Pezzani
Fabrizio Pezzani
Professore ordinario di Economia Aziendale presso l'Università L. Bocconi. E' autore di libri e pubblicazioni sui temi di governance e controllo delle amministrazioni pubbliche e private e delle relazioni tra economia, etica e società.
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Ignavi è il termine solitamente attribuito alla categoria dei peccatori incontrati da Dante Alighieri nel Canto III dell'Inferno. Gli ignavi sono coloro che durante la loro vita non hanno mai agito né nel bene né nel male, senza mai osare avere una idea propria, ma limitandosi ad adeguarsi sempre a quella del più forte e come tali indegni di meritare sia le gioie del Paradiso, sia le pene dell'Inferno, a causa proprio del loro non essersi schierati né a favore del bene, né a favore del male.

La situazione di stallo in cui ci troviamo tra debito crescente, normazione da legulei ormai impazzita e la crescente corruzione mostrano una sempre più stretta correlazione in un cerchio mortale in cui sembra stiamo finendo per soffocarci incapaci di trovare una relazione di causa ed effetto dei mali che ci stanno dilaniando.

Infatti si sta creando un perverso cerchio magico degli "ignavi" esprimibile con la seguente formulazione:
+ debito = + normazione astrale = + corruzione = + debito = + normazione astrale = + corruzione
... così all'infinito in una trappola infernale in cui viene emarginato il pensiero e la capacità di leggere i fenomeni.

Sono sempre i dati che illustrano il circuito, infatti:
  • nel 2001 il debito pubblico era di 1350 mld/euro
  • nel 2011 a settembre diventa 1830 mld/euro
  • oggi siamo a quasi 2300 mld/euro

Il percorso di crescita diventa sempre più veloce, +500 mld in dieci anni e poi +500 mld in cinque anni nonostante le lacrime e sangue, le manovre fiscali su tutto il possibile, le riforme non-riforme e tutte le dichiarazioni d'ufficio. Il debito in 15 anni è aumentato di 1000 mld/euro, ma l'aumento è stato determinato dalle spese correnti non dagli investimenti. L'aumento delle spese correnti rappresenta la cultura dominante del paese che è quella della rendita ed è funzionale a distribuire e bruciare ricchezza per mantenere il consenso senza crearla.

L'incremento del debito si è realizzato nonostante i tassi di interesse siano stati incredibilmente bassi, intorno al 2%, rispetto ai livelli degli anni novanta quando un BOT rendeva il 20% al trimestre.

I seguenti grafici mostrano la crescita delle spese corrente rispetto al totale del debito sia in valore assoluto che in percentuale rispetto al PIL, gli andamenti del tasso di interesse che varia indipendentemente dalle reali volumi in quanto soggetto a fenomeni speculativi che consentono di manipolare i dati (il grafico in cui è rappresentato il debito in colore viola, il PIL in verde e lo spread in bianco è di un'evidenza assoluta) ed infine la correlazione tra debito e corruzione:


Spese correnti
Spesa pubblica per categoria funzionale in rapporto al PIL
Interessi debito pubblico Italia
Spesa pubblica per interessi in % del PIL
Corruzione e debito pubblico/PIL nel periodo 1995-2012
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