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Lunedì 25 Marzo 2019, ore 13.23
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Res publica e Res global: una governance fallimentare e suicida

Fabrizio Pezzani
Fabrizio Pezzani
Professore ordinario di Economia Aziendale presso l'Università L. Bocconi. E' autore di libri e pubblicazioni sui temi di governance e controllo delle amministrazioni pubbliche e private e delle relazioni tra economia, etica e società.
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L'Organizzazione delle Nazioni Unite venne formalmente fondata ed istituita alla fine della seconda guerra mondiale come segnale visibile di un percorso di pace e di condivisione sociale che avrebbe dovuto segnare il nuovo corso della Storia dopo le sanguinose guerre mondiali e riconciliare gli uomini con la propria società e con quelle collegate.

A testimonianza l'articolo 1 e 2 dello Statuto marcano con evidenza queste finalità:

  1. mantenere la pace e la sicurezza internazionale;
  2. promuovere la soluzione delle controversie internazionali e risolvere pacificamente le situazioni che potrebbero portare ad una rottura della pace;
  3. sviluppare le relazioni amichevoli tra le nazioni sulla base del rispetto del principio di uguaglianza tra gli Stati e l'autodeterminazione dei popoli;
  4. promuovere la cooperazione economica e sociale;
  5. promuovere il rispetto dei diritti umani e delle libertà fondamentali a vantaggio di tutti gli individui;
  6. promuovere il disarmo e la disciplina degli armamenti;
  7. promuovere il rispetto per il diritto internazionale ed incoraggiarne lo sviluppo progressivo e la sua codificazione.

A conferma di quelle volontà che sembravano scolpite nella roccia, sempre nel 1945, vennero creati gli organismi pensati come indipendenti del FMI (Fondo Monetario Internazionale), della Banca Mondiale e del sistema di cambi fissi basati sulla convertibilità del dollaro in oro (gold exchange standard), negli anni novanta venne istituito il WTO (Organizzazione mondiale del Commercio).

L'enunciazione di quei principi, osservandoli oggi, era basata più sulla speranza di un futuro migliore che sulla realtà dei fatti che già davano mostra dello scontro, al tempo inconciliabile, tra modelli ideologici, quello comunista russo e quello capitalista occidentale che erano destinati a scontrarsi una volta ritrovati gli equilibri sociali ed economici che avevano dato la spinta alla crescita del dopoguerra ed alla temporanea pace sociale. Il bisogno di pensare ad un futuro migliore dopo i drammi passati ha spinto le società dell'uomo a scrivere un dettato normativo e di indirizzi sociali che si sarebbe ancora una volta trasformato in una crudele utopia. In quel disegno le singole "res pubbliche" particolari – i singoli stati – avrebbero nel tempo dovuto tendere ad una condivisione globale di un bene comune globale in grado di soddisfare i singoli beni comuni dei partecipanti a quella visione utopica.
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