Lunedì 1 Marzo 2021, ore 14.16
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Troppo di una cosa buona

Quanta inflazione arriverà per effetto degli stimoli fiscali?

Alessandro Fugnoli
Alessandro Fugnoli
Strategist ed esperto in economia, fa parte dal 2010 del team Kairos Partners SGR come responsabile de "Il Rosso e il Nero"
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Too much of a good thing, troppo di una cosa buona, è un'espressione piuttosto comune della lingua inglese. Risale al XVI secolo e la si ritrova anche in Shakespeare. C'è insomma una misura in tutte le cose, come dicevano i greci, anche in quelle belle, buone, piacevoli e positive. L'eccesso è controproducente.

Ma come spesso accade, a una massima di apparente saggezza che entra nell'uso, se ne va a contrapporre un'altra di senso contrario, spesso altrettanto fortunata. In italiano, ad esempio, l'unione fa la forza circola tranquillamente accanto a chi fa da sé fa per tre.



E così è in inglese da quando Mae West, attrice e autrice di grande intelligenza trasgressiva delle Hollywood e Broadway degli anni d'oro, mise in copione una delle sue più celebri battute allusive, you can never have too much of a good thing, non si ha mai troppo di una cosa buona, che da allora circola in inglese con la stessa frequenza dell'originale moderato cui si contrappone.

L'appassionato dibattito che si è aperto in America tra gli economisti di area democratica sulla politica fiscale di Biden ruota esattamente intorno alla possibilità di eccesso di una cosa buona. Posto che una scelta espansiva è indispensabile in un contesto come l'attuale, esiste la possibilità che le misure proposte siano eccessive e pericolosamente inflazionistiche o, al contrario, dobbiamo pensare che non esiste mai un troppo di una cosa buona e che un pacchetto di spesa più è imponente e meglio è?
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