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Sabato 21 Ottobre 2017, ore 23.19
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Città & Campagna

Un rimedio alla completa virtualizzazione della realtà

Guido Salerno Aletta
Guido Salerno Aletta
Editorialista dell'Agenzia Teleborsa
Diciamola tutta: in Città si viveva bene una volta, così come in Campagna vi si viveva male, ma molto. In Città c’è tutto, dai negozi ai bar, dai ristoranti ai teatri, fino ai musei. In Campagna c’è altrettanto, ma diverso: l’aria pulita, il silenzio, i ritmi della natura, le piante. E così, finora abbiamo dovuto scegliere tra le due alternative: meglio vivere in città, anche se il traffico è caotico, si vive nello smog, il rumore non dà requie; vivere in campagna, anche se si deve rinunciare alla vita sociale e soprattutto il costo enorme del pendolarismo. Alla fine si sta in Città per lavorare, ed in Campagna per dormire: una vita schizofrenica, con ritmi che alla fine penalizzano il benessere ricercato.

C’è di vero che, ormai, al cinema ci si va di rado, che molte relazioni sono virtualizzate, che si lavora prevalentemente al computer. Invece di passeggiare per ore a curiosare nelle vetrine dei negozi, si passa altrettanto tempo a guardare i siti del commercio elettronico. E non bisogna più scapicollarsi la mattina per compare il giornale o aspettare il telegiornale della sera con le ultime notizie. E’ la realtà che ci raggiunge, dovunque noi siamo.

D’altra parte, le grandi città inglesi ed americane, Londra o New York per esemplificare, sono principalmente luoghi di lavoro. Viverci sarà pure affascinante, magari per coloro che possono permettersi un appartamento con vista su Central Park o sul Tamigi, ma è solo scenografia. Ed infatti, anche i più ricchi, appena possono, fuggono nella villa in riva all'Atlantico o immersa nella verdissima campagna inglese.

Piuttosto che vivere in una periferia anonima, un dormitorio per lavoratori urbani, sarebbe meglio pensare ad una casetta in un piccolo centro, se non addirittura in campagna. Lì i rapporti umani sono continui, si ha davvero bisogno l’uno dell’altro, si sta a contatto con la natura: c’è una realtà naturale che non è falsificabile. Se gli alberi fioriscono si vede, non c’è bisogno di controllare che non sia una notizia "fake". Nei piccoli centri, e soprattutto in Campagna, c’è molto di reale, di tangibile, di non virtualizzabile.

In ogni caso, che si viva in Città o in Campagna, è la realtà mediatica a raggiungerci, sullo schermo del tablet o dello smartphone.

Il problema, oggi, è quello di uscire dalla bolla mediatica, di trovare una relazione diretta con una realtà che non sia solo informativa, ma di fatti, persone, oggetti. La Campagna non è solo una questione di aria pura, di alberi ed animali, ma è realtà concreta con cui si ha un rapporto diretto, attraverso i sensi: la vista, l’udito, il tatto, l’olfatto ed il gusto. Sì, anche il gusto, perché ci sono sia le piante che le zucchine amare, i frutti maturano tutti insieme, e certe volte cadono rinsecchiti. Perché la pioggia serve, e non è solo un intralcio al traffico automobilistico. La natura ha le sue leggi, i suoi misteri, il suo fascino.

Per chi sta troppe ore alla scrivania, e poi va a casa e rimane incollato ad uno schermo, passando in continuazione da quello del televisore a quello del computer, tenendo in mano il telefonino che manda i segnali di notifica, sarebbe davvero una bella cura ricostituente.

Città & Campagna, non devono essere una alternativa di vita, ma una giusta combinazione. Un rimedio alla completa virtualizzazione della realtà.
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