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Venerdì 26 Novembre 2021, ore 23.52
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La Nuova Ragnatela, una lentissima tessitura

Stati e Mercati, serve ancora tempo per i nuovi assetti post-crisi

Guido Salerno Aletta
Guido Salerno Aletta
Editorialista dell'Agenzia Teleborsa
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In Europa, intanto, le elezioni politiche si susseguiranno a ritmo incalzante: a breve ci sono quelle in Germania; poi, nella primavera del 2022 ci saranno le presidenziali e le legislative in Francia. Per l'Italia, l'orizzonte più lontano è la primavera del 2023.

Nel frattempo, in Europa tutto rimarrà incerto: nessun governo e nessuna maggioranza vuole andare alla campagna elettorale con regole monetarie e di bilancio più severe. Ci sarà dunque una fase di transizione, durante la quale si dovrà cercare di tenere comunque imbrigliati tutti, Stati e Mercati: c'è già il NGUE che farà da ingessatura per i bilanci pubblici, per garantire con le condizionalità delle Riforme un interinato che tranquillizzi tutti.


Le decisioni a lungo termine, sul nuovo Fiscal Compact, saranno prese solo dopo le elezioni: dalla nuova Cancelleria tedesca, dalla nuova Presidenza francese e dal prossimo Parlamento italiano. Nel frattempo, la BCE potrebbe ridurre il Pepp, pur mantenendo il Qe, garantendo tutti, Governi e mercati, con il rinnovo dei titoli in portafoglio.

E' ancora troppo presto, dunque, per capire quali saranno le politiche monetarie, bancarie e finanziarie del prossimo decennio, se le criptovalute digitali ufficiali cambieranno definitivamente il panorama monetario globale, e se dovremo davvero dire addio per sempre alle rendite garantite in passato dai titoli pubblici ed agli interessi reali positivi sui depositi in banca. E, soprattutto, se le politiche di bilancio saranno improntate alla severità più estrema, come è accaduto in Europa dopo la crisi del 2009-2010, oppure se si darà maggiore sostegno pubblico alla crescita strutturale delle economie.

La duplice transizione che si prospetta, verso una "Smart & Green Society" con la promessa, progressiva decarbonizzazione della produzione, sarà duramente messa alla prova della sostenibilità economica, finanziaria e soprattutto della tenuta sociale: dopo le tante fanfare e gli entusiasmi iniziali, potrebbe sgonfiarsi tutto miseramente, come già accadde nel 2001 con la bolla di Internet. Un sistema che, ancora oggi, vive prevalentemente della cannibalizzazione dei segmenti ad alto costo dell'economia reale tradizionale. Per il resto, si raccolgono per rivenderli, a suon di miliardi, ancor più numerosi miliardi di dati di profilazione degli utenti che servono ad inseguire con la pubblicità e con offerte commerciali sparate a raffica il consueto plotone di ormai esausti consumatori.

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