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Domenica 19 Agosto 2018, ore 02.25
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I viaggi della soia

Guerra dei dazi o guerra alla Cina?

Alessandro Fugnoli
Alessandro Fugnoli
Strategist ed esperto in economia, fa parte dal 2010 del team Kairos Partners SGR come responsabile de "Il Rosso e il Nero"
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Quando Trump nelle scorse settimane ha alzato i dazi su 34 miliardi di controvalore di prodotti cinesi, la Cina ha risposto alzando i dazi su alcuni prodotti americani molto mirati, tra cui la soia. I cinesi sono grandi consumatori di soia e non riescono a produrla tutta in casa. La differenza, fino al mese scorso, veniva in gran parte dagli Stati Uniti e, in particolare, da quel Midwest conservatore che sarà decisivo nel 2020 se Trump vorrà essere rieletto alla Casa Bianca.

Se Trump, dopo il probabile passaggio della camera bassa ai democratici in novembre, sarà stato nel frattempo oggetto di impeachment, a presentarsi alle presidenziali del 2020 come incumbent repubblicano ci sarà Mike Pence, che fino a due anni fa era stato l'apprezzato governatore dell'Indiana.

L'Indiana, a parte il suo angolino nordoccidentale che è la periferia povera e industriale di Chicago, è uno stato di agricoltori seri e devoti dove tutti sono ospitali e gentili tra loro e verso i forestieri. La vita tranquilla, l'atmosfera solida e prospera, l'origine tedesca degli abitanti, l'ordine, la pulizia e il bilancio pubblico in attivo farebbero pensare alla Baviera o alla Svizzera se non fosse che l'Indiana è perfettamente piatto. Ed essendo piatto e bene irrigato è assolutamente perfetto per coltivare grano e soia.

Purtroppo il grano, dal 2000 a oggi, ha continuato lentamente a scendere di prezzo, mentre la soia vale la metà di cinque anni fa. Gli agricoltori fanno sempre più fatica a onorare i debiti contratti con le banche per comprare semi, fertilizzanti e macchine. Negli ultimi tempi ci sono stati numerosi fallimenti e perfino suicidi.

In questo contesto è chiara la perfidia della scelta cinese di penalizzare la soia per infliggere il massimo danno non solo economico, ma anche e soprattutto politico, all'amministrazione Trump-Pence. E si capisce anche come l'amministrazione, che a differenza dei governi europei può dare, insieme al Congresso, tutti gli aiuti di stato che vuole, abbia immediatamente stanziato 12 miliardi per aiutare i produttori di soia del Midwest.

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