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Lunedì 11 Dicembre 2017, ore 19.52
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120 / Ma gli strumenti non convenzionali della BCE sono stati proprio inutili e dannosi?

Andrea Ferretti
Andrea Ferretti
Economista e giornalista economico, docente al Corso di "Gestione delle Imprese Familiari" presso l'Università di Verona; collabora con l'Università Parthenope di Napoli e Roma 3 sugli Accordi di Basilea.
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Basta aprire un qualsiasi quotidiano anche non specificamente economico per rendersi subito conto di come la politica monetaria attuata dalla BCE di Mario Draghi continui ad essere nell'occhio del ciclone. Ad esempio, di recente, il numero uno di Deutsche Bank, John Cryan, ha nuovamente attaccato la politica di tassi bassi della BCE ritenendola colpevole di avere generato turbolenze nei mercati e, soprattutto, di aver massacrato la redditività delle banche tedesche in calo del 25% rispetto al dato ante crisi.

A questo punto, approfittando anche della tregua concessa dai tedeschi troppo occupati a formare una nuova coalizione di governo, è forse utile provare a rispondere ad alcune domande connesse alle politiche monetarie sin qui attuate della Banca Centrale. Anche perché è facile prevedere, a breve, una recrudescenza degli attacchi sotto la spinta delle consistenti forze della destra estrema appena entrate al Bundestag.

Prima domanda: quali sono stati gli interventi straordinari attuati dalla BCE?

Avendo compreso forse per primo la profondità dell'attuale crisi, la BCE a guida Draghi ha ottenuto il consenso politico a livello europeo per attivare misure monetarie mai utilizzate prima in Europa. In quest'ottica, la BCE ha innanzitutto concesso dal 2012 alle banche di attingere a linee di finanziamento a medio lungo termine denominate LTRO e TLTRO (targeted long term refinancing operation). Più in particolare, i punti di forza di queste linee di credito erano essenzialmente tre:
  1. gli importi pressoché illimitati a disposizione delle banche;
  2. i tassi particolarmente contenuti;
  3. la durata degli interventi fissata, per la prima volta, in tre/ quattro anni.

Lo scopo perseguito da Mario Draghi attraverso questi strumenti era quello di far affluire alle imprese, attraverso il canale bancario, notevoli risorse finanziarie a costo contenuto così da stimolare ricerca, investimenti ed occupazione. Da evidenziare che, data la lunga durata delle linee di credito descritte, le aziende hanno potuto finanziare anche programmi di investimento di ampio respiro.

Ma il principale intervento non convenzionale attivato dalla BCE è stato il Quantitative Easing (QE). In estrema sintesi con questo strumento la Banca Centrale Europea, muovendosi sulla scia di quanto già fatto dalle altre banche centrali autonome, ha ottenuto nel 2015 l'autorizzazione ad acquistare, prevalentemente dalle banche, titoli pubblici ed obbligazioni emesse sia da istituzioni pubbliche che da aziende corporate (Eni, Poste, Enel etc). In questa maniera la BCE, in contropartita dell'acquisto dei citati titoli, ha iniettato sui mercati abbondante liquidità nel tentativo di rimettere in moto il volano arrugginito dell'economia.
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