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Lunedì 14 Ottobre 2019, ore 23.31
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129 / Ma che fine hanno fatto i PIIGS? Il Portogallo (parte II)

Il governo Costa decide di non smantellare le misure prese nella prima fase di emergenza, ma di passare ad una seconda fase che, poggiando su fondamentali economici più stabili, sia in grado di accelerare la crescita della nazione

Andrea Ferretti
Andrea Ferretti
Economista e giornalista economico, docente al Corso di "Gestione delle Imprese Familiari" presso l'Università di Verona; collabora con l'Università Parthenope di Napoli e Roma 3 sugli Accordi di Basilea.
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Ma che fine hanno fatto i PIIGS? Il Portogallo
(parte I
)


E qui subentra il secondo punto di svolta che, tra l'altro, dovrebbe farci riflettere. Il governo Costa, ancorché di sinistra, non innesta la baionetta contro il precedente governo di destra guidato da Coelho che ha richiesto sacrifici inenarrabili alla popolazione, né contro la Troika fonte di ogni male. Decide, al contrario, di non smantellare acriticamente le misure prese nella prima fase di emergenza, ma di passare ad una seconda fase che, poggiando su fondamentali economici più stabili, sia in grado di accelerare la crescita della nazione. Costa diceva: "dobbiamo essere responsabili, l'Europa è un club in cui vengono rispettate le regole: non possiamo fare tutto quello che ci viene in testa".

Di conseguenza, dal 2015, il nuovo governo non abbatte a picconate l'impalcatura precedente, ma elimina solo le misure più drastiche che si erano rese necessarie nella prima fase di emergenza. Così, ad esempio, si aumentano gli stipendi pubblici, si sostengono i minimi salariali delle fasce più deboli, si ripristina la 13° mensilità. In sostanza si cerca di dare una spinta ai consumi asfittici. Parallelamente, sul fronte imprenditoriale, il governo vara specifiche misure volte a favorire la ripresa del settore turistico, il risanamento delle infrastrutture e le ristrutturazioni immobiliari. Inoltre, nel tentativo di rimettere in moto il volano dell'economia, vengono previste incentivazioni fiscali volte ad attrarre in Portogallo stranieri e pensionati di fascia medio alta in grado di stimolare con la loro presenza la domanda interna di beni ed il mercato immobiliare.

Più in particolare viene prevista la categoria dei "residenti non abituali". Rientrano in questa categoria quei soggetti che trasferiscono la loro residenza in Portogallo e vivono nel Paese almeno 6 mesi l'anno o che comunque dispongono di una casa che indichi una stabile presenza nel paese. A questi signori vengono concesse ampie agevolazioni fiscali come, ad esempio, la possibilità di approfittare di una flat tax del 20% sui redditi prodotti in Portogallo. Dunque nessun approccio ideologico, nessun allentamento generalizzato della spesa pubblica che viene anzi mantenuta sotto strettissimo controllo, nessuna misura tipicamente assistenziale.
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