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Lunedì 6 Aprile 2020, ore 06.31
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86 / Ma l’intervento della BCE basterà?

Date le differenti valutazioni espresse da osservatori e tecnici sull'intervento della BCE, potrebbe essere utile, a questo punto, tentare una analisi "punti di forza - punti di debolezza" sulle misure prospettate dalla Banca Centrale.

Andrea Ferretti
Andrea Ferretti
Economista e giornalista economico, docente al Corso di "Gestione delle Imprese Familiari" presso l'Università di Verona; collabora con l'Università Parthenope di Napoli e Roma 3 sugli Accordi di Basilea.
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Punti di forza
  • Sicuramente, pur non trattandosi di un "bazooka", il mix di interventi prospettati è stato sufficiente a non deludere le aspettative dei mercati (il rischio dopo tanti annunci era concreto). Anzi, a ben vedere, ha consolidato la percezione di una BCE non più solo sentinella anti inflazione (modello teutonico), ma anche attenta custode della crescita dell'Area Euro e della salute della sua moneta. Andamento dello spread e tranquillità dei mercati lo stanno dimostrando.
  • L'iniezione di liquidità a medio termine nel sistema bancario, vincolato questa volta alla concessione di prestiti alle aziende, costituisce una importante evoluzione rispetto ai precedenti finanziamenti (LTRO) essenzialmente destinati a puntellare i bilanci degli stati attraverso l'acquisto dei titoli governativi. Ovviamente sarà necessario vigilare affinché il flusso dei nuovi finanziamenti (TLTRO) dalle banche verso l'economia reale sia effettivo e non venga aggirato con escamotages di vario tipo.
  • Poiché sono proprio le banche dei "paesi periferici" ad utilizzare maggiormente il "rubinetto" della BCE, la nuova possibilità di approvvigionarsi a medio termine a tassi decisamente interessanti potrebbe "ribaltarsi" sulle aziende periferiche riducendo il gap di costo del credito attualmente esistente tra PMI periferiche e PMI dei Paesi del Centro Europa. Attualmente, in alcuni casi, le prime pagano anche il 5% in più di interessi rispetto alle seconde.
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