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Giovedì 8 Dicembre 2016, ore 10.56
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4 / La crisi greca ancora in primo piano

Andrea Ferretti
Andrea Ferretti
Economista e giornalista economico, docente al Corso di "Gestione delle Imprese Familiari" presso l'Università di Verona; collabora con l'Università Parthenope di Napoli e Roma 3 sugli Accordi di Basilea.
Anche lanciando solo un primo sguardo di insieme alla situazione, risulta chiaro che la temperatura sui mercati permane ancora alta con le Borse che hanno ampliato pericolosamente le proprie oscillazioni e con i titoli dei Paesi sotto pressione che provano, appena possono, ad allargare il differenziale con i Bund tedeschi cercando di raggiungere i record di Agosto.

Da non sottovalutare, tra l'altro, che in Italia quest'ultimo fenomeno tende ad essere ancora più marcato sui titoli con scadenza breve (a 2 e 5 anni), il che costituisce un evidente segnale di una crescente sfiducia dei mercati sull'evoluzione della situazione anche nel breve periodo.

E tutto ciò nonostante il manifestarsi di alcuni fattori sicuramente positivi quali gli ulteriori interventi della BCE e la buona possibilità che il Fondo sovrano cinese "China investment corporation" (il 5° fondo al mondo) decida di aumentare le proprie riserve di titoli di Stato italiani ed europei (la Cina detiene attualmente il 4% del nostro debito pubblico).

Per quanto ci riguarda direttamente il varo definitivo, ancorché travagliato, della manovra non ha guastato. Tuttavia, come si diceva, nonostante questi fattori positivi, la situazione permane assai instabile e sicuramente non tranquillizzante.

La causa immediata di tutto ciò continua ad essere la crisi greca (il credit default swap sulla Grecia evidenzia una probabilità di default del 94%) ormai sempre più avviluppata in una spirale diabolica nell'ambito della quale i continui interventi restrittivi volti ad abbattere il numeratore nel rapporto DEFICIT/PIL finiscono per abbattere anche il denominatore dell'indice in quanto, inevitabilmente, riducono la possibilità di crescita della nazione.

Da questo punto di vista, purtroppo, non fa eccezione la nuova patrimoniale straordinaria sulla casa da 2 mld di Euro che verrà riscossa direttamente nella prossima bolletta della luce! Oltretutto questa situazione è chiaramente aggravata dal fatto che non vi è ancora nessuna certezza (salvo gli auspici della Merkel e di Sarkozy) sul come e sul quando sarà possibile attivare i previsti interventi di sostegno alla Grecia: il 29 settembre il Parlamento tedesco dovrebbe ratificare il rafforzamento del Fondo "salva stati" ESFS e, secondo molti, non sarà affatto una passeggiata di salute.

Pochi giorni fa un errore procedurale ha impedito al parlamento austriaco di esprimersi sulla medesima questione, fondamentale per la Grecia, per cui il voto sarà rimandato ad ottobre.

Nel frattempo la Grecia aspetta con ansia lo sblocco della prevista tranche da 8 mld di Euro attualmente all'esame della "troika" UE- BCE - FMI: se quest'ultima non fosse considerata erogabile, la Grecia rimarrebbe con il contante necessario per assicurare un paio di mesi di stipendi pubblici.
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