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Domenica 11 Dicembre 2016, ore 11.04
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26 / La recessione conclamata

Andrea Ferretti
Andrea Ferretti
Economista e giornalista economico, docente al Corso di "Gestione delle Imprese Familiari" presso l'Università di Verona; collabora con l'Università Parthenope di Napoli e Roma 3 sugli Accordi di Basilea.
A ben vedere, la seconda decade di Febbraio è stata caratterizzata da numerosi accadimenti di rilevo di cui alcuni decisamente positivi, uno considerabile "borderline" ed uno decisamente negativo.

Il fatto positivo è costituito dagli ottimi ritorni in termini di consolidamento dei rapporti internazionali che sono derivati dal road show che il nostro Premier sta portando in giro per il mondo con lo scopo, assolutamente indispensabile, di convincere partners europei, mercati ed investitori istituzionali che l'Italia è tornata ad essere un posto frequentabile non solo per turismo (vedi l'editoriale L'uomo in loden ed il "fattore s").
Infatti, come si ricorderà, nella sua tournée istituzionale il Presidente Monti ha raccolto il plauso della Merkel e di Sarkozy (che iniziavano a vedersela brutta), la stima ed il rispetto degli inglesi (attualmente piuttosto euroscettici), l'amicizia di Obama (con annessa copertina del Time), nonché il non trascurabile interesse di Wall Street per il nuovo corso italiano.

L'accadimento "borderline" è invece costituito dal recente downgrade dell'Italia ad opera di Moody's. Questo evento, infatti, non può essere considerato totalmente negativo per tre ordini di motivi:
1) la pressoché totale assenza di ripercussioni negative sui mercati fa ben sperare in un progressivo appannamento del ruolo di giudici insindacabili fin qui ricoperto dalle tre sorelle del rating;
2) poiché il downgrade è stato di un solo gradino, l'Italia non è uscita, nella classifica di Moody's, dalla zona "A" come accaduto con S&P: questo fatto è di fondamentale rilievo poiché molti operatori istituzionali (BCE compresa) considerano il migliore dei rating attribuiti;
3) poiché la Spagna è stata invece degradata di 2 gradini, quest'ultima si trova attualmente (per Moody's) allo stesso livello italiano: si tratta di un ulteriore segnale, già preannunciato dall'andamento dei BTP, che il divario tra Italia e Spagna si sta progressivamente riducendo.

L'accadimento decisamente negativo riguarda, invece, ancora una volta, la piaga della crescita economica. Purtroppo, come previsto, gli ultimi dati ISTAT hanno confermato che, con il -0,7% dell'ultimo trimestre 2011, l'Italia è entrata ufficialmente in una fase di recessione conclamata.
Difficili le previsioni per il 2012 in quanto si va dal -1,2% di Bankitalia al -2,2% del FMI: l'unica cosa certa è che, a causa dell'effetto trascinamento, l'anno in corso è partito con un gap di crescita da recuperare del -0,6% il che, ovviamente, rende tutto più difficile!
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