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Sabato 3 Dicembre 2016, ore 05.28
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59 / Due buone settimane per l'Euro

Andrea Ferretti
Andrea Ferretti
Economista e giornalista economico, docente al Corso di "Gestione delle Imprese Familiari" presso l'Università di Verona; collabora con l'Università Parthenope di Napoli e Roma 3 sugli Accordi di Basilea.
Volendo fare un sommario bilancio della prima quindicina di Settembre, periodo che preoccupava non poco gli osservatori a causa di alcuni passaggi molto delicati a livello europeo, non si può nascondere una certa soddisfazione per come, alfine, sono andate le cose. Infatti, a ben vedere, dopo il varo da parte della BCE del programma OTM destinato a sostenere i Paesi con i conti pubblici in fase di ristrutturazione (vedi il ), anche gli esiti degli altri appuntamenti, costituiti dall'atteso pronunciamento della Corte Costituzionale tedesca e dalle elezioni in Olanda, non solo non ci hanno deluso ma, anzi, ci hanno restituito un minimo di prezioso ottimismo.

Per quanto riguarda il primo punto, la Suprema Corte tedesca ha finalmente espresso il suo "nulla osta" (atteso già a Luglio) al concreto varo del fondo "salva stati" ESM; da sottolineare, a questo proposito, che ulteriori ritardi alla ratifica del fondo non solo avrebbero privato il meccanismo di difesa europeo di risorse per circa 500 mil di Euro, ma avrebbero, al contempo, svilito l'efficacia del programma OTM appena varato dalla BCE. Quest'ultimo, infatti, postula una stretta correlazione tra l'intervento dei fondi salva stati EFSF e ESM (che interverrebbero con acquisti di titoli sul mercato primario) e quello della BCE che interverrebbe invece solamente sul secondario.

In realtà nessuno si aspettava davvero un verdetto negativo dell'Alta Corte, tuttavia il pericolo principale derivava dalla possibilità che i giudici, anche per motivi squisitamente interni, attivassero una tecnica dilatoria rimandando, ancora una volta, la sentenza finale. Un secondo motivo di preoccupazione era invece connesso alla possibilità che la Corte assoggettasse il via libera al fondo a rigide condizionalità o che, con l'occasione, imponesse rigide limitazioni ad eventuali futuri interventi a sostegno dei Paesi in difficoltà (ad esempio sottoponendoli a referendum popolare).

Risulta piuttosto evidente che, in periodi in cui la speculazione sistemica è in grado in circa 10 giorni di far lievitare i rendimenti dei titoli pubblici di un Paese in difficoltà dal 6% alla soglia di non ritorno del 7% (vedi novembre 2011), il prevedere che manovre anche "salva vita" vengano sottoposte ad incerti e lenti iter approvativi equivale ad azzerare le difese immunitarie dell'Area Euro esponendola ai raid speculativi.

Per fortuna, come accennato, tutto ciò non è avvenuto: la Corte tedesca si è mossa in una ottica europea con tempismo e grande senso di responsabilità approvando il Fondo ESM e prevedendo condizionalità ancora più soft di quelle date per scontate.

Per quanto riguarda il secondo punto, anche le attese elezioni in Olanda non hanno riservato brutte sorprese di natura antieuropeista. Contro la destra euroscettica hanno chiaramente prevalso i partiti liberale e socialdemocratico che, seppure con notevoli distinguo, sono determinati a proseguire lungo la strada del rafforzamento dell'impalcatura dell'Euro anche a costo di notevoli sacrifici.

Ed in uno scenario caratterizzato da un progressivo rafforzamento delle componenti politiche e sociali più marcatamente nazionaliste e contrarie all'Euro, la fiducia nelle potenzialità dell'Europa appena espressa dagli olandesi dovrebbe costituire una lezione per tutti noi.
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