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Domenica 25 Settembre 2016, ore 04.13
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9 / La sequenza diabolica

Andrea Ferretti
Andrea Ferretti
Economista e giornalista economico, docente al Corso di "Gestione delle Imprese Familiari" presso l'Università di Verona; collabora con l'Università Parthenope di Napoli e Roma 3 sugli Accordi di Basilea.
A ben vedere, purtroppo, i recentissimi avvenimenti sembrerebbero attribuire una certa validità a quella che ho di recente definito come "la teoria degli shock progressivi".

In due parole la teoria si basa sul presupposto che, a causa di malfunzionamenti interni, il meccanismo dell'Euro abbia preso a muoversi secondo una "sequenza diabolica" composta dalle seguenti fasi: 1) grave allarme e conseguente shock; 2) interventi straordinari volti ad evitare la degenerazione della situazione; 3) temporanea sistemazione della situazione; 4) raggiungimento di un nuovo punto di allarme e nuovo inizio della sequenza diabolica.

Il tutto con l'aggravante che, più diventa delicata la situazione dell'Euro, e più gli allarmi tendono a susseguirsi ad un ritmo più serrato mentre gli interventi straordinari tendono a perdere progressivamente efficacia.

Come accennato, ripercorrendo la sequenza degli avvenimenti che hanno avuto luogo tra la fine di Ottobre e l'inizio di Novembre ci si accorge, appunto, di come l'Euro stia seguendo la descritta sequenza.

Intorno al 26 ottobre, in un momento definito dallo stesso Sarkozy come critico, il Consiglio europeo ha varato un intervento di straordinario peso caratterizzato da tre punti: il potenziamento della dotazione del fondo "salva stati" ESFS portata a 1000 mld di Euro, il rafforzamento del patrimonio delle banche (core tier one al 9%) ed il taglio del 50% sui titoli del debito greco detenuto dalle banche per dar respiro agli impegni ellenici.

Misure drastiche, di emergenza, accolte nell'immediato da borse euforiche (Milano + 5% circa); ma l'efficacia dell'intervento dura poco: le banche evidenziano subito come la ricapitalizzazione potrebbe ripercuotersi indirettamente sulle imprese (credit crunch), affiorano mille dubbi sul come intervenire sull'EFSF e, soprattutto, i mercati (e la speculazione) non sembrano credere che l'Italia sia in grado di rispettare i gravosi impegni assunti nella medesima sede con la famosa "lettera di intenti".

Immediatamente la "sequenza diabolica" si rimette in movimento per raggiungere un nuovo punto di crisi: il rendimento dei BTP decennali sfonda quota 6% fino ad arrivare a 6,33% (nonostante gli interventi della BCE) ed il differenziale sui Bund vola fino a quota 459 (ad agosto si era fermato a quota 416 seminando il panico).

Come non bastasse, l'incredibile ed inaspettato referendum richiesto da Papandreu per motivi di politica interna (ma con effetti potenzialmente devastanti per l'Europa) accelera il raggiungimento del nuovo punto di crisi: a questo punto, rispettando la "sequenza diabolica", spetterà al prossimo vertice di Cannes varare, a pochi giorni dal precedente intervento, ulteriori misure per rimettere in moto il meccanismo dell'Euro. Ma, in assenza di interventi veramente strutturali, solamente fino al successivo punto di crisi.
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